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aziende italiane vendute all’estero

ducati
 
L’Italia è il Paese dello shopping: non ci riferiamo ai turisti che vengono a spendere nei nostri negozi ma alle aziende del ‘Made in Italy‘ che finiscono nelle mani di holding straniere, finendo per perdere la loro identità (e spesso anche i poli produttivi). I saldi all’italiana, che negli ultimi anni hanno portato quasi 500 marchi nostrani in mano straniera, non accennano a fermarsi. Si ripropone così, sempre più urgente, il quesito sulle conseguenze (da un punto di vista economico ma anche sociale) di questa svendita del patrimonio imprenditoriale italiano. Il Made in Italy è davvero sul viale del tramonto? Soltanto dal 2008 al 2012 ben 437 aziende italiane sono passate nelle mani di acquirenti stranieri: questo il dato più clamoroso del Rapporto ‘Outlet Italia. Cronaca di un Paese in (s)vendita’ presentato dall’Eurispes. Certificazione ulteriore, se ce ne fosse bisogno, di un Made in Italy sempre meno italiano. Certo, i gruppi stranieri sopendono miliardi di euro per portare a casa i marchi italiani, ma sono soldi che vanno alle vecchie proprietà, non portano valore aggiunto alla comunità e, in ogni caso, non valgono certo la perdita dei gioielli di famiglia. Vediamo di seguito quali sono i marchi ”scappati” dal Belpaese negli ultimi anni.
 
http://www.nanopress.it/economia/2016/04/19/made-in-italy-addio-tutte-le-aziende-italiane-vendute-all-estero/3549/#refresh_ce

La Peroni, storica birra un tempo italiana prodotta a Roma, Padova e Bari, nel 2003 finì nelle mani del colosso anglo-sudafricano SabMiller che l’aveva poi ceduta ai belgi di InBev, gli stessi che producono Corona, Budweiser e Beck’s. In febbraio 2016 il produttore giapponese di birra Asahi ha offerto ben 400 miliardi di yen (ovvero una cifra che si aggira intorno ai 3 miliardi di euro) per l’acquisto del marchio. Ad aprile 2016 arriva la notizia che AB InBev ha accettato l’offerta vincolante presentata dal gruppo nipponico per un totale di 2,55 miliardi di euro in contanti.

 

Risiko

A gennaio 2016 l’italiana Editrice Giochi passa alla canadese Spin Master e questo vuol dire che anche il Risiko e lo Scarabeo, così come Cluedo, Dungeons and Dragons (e altri gochi come L’eredità, X Factor e Voyager) non saranno più made in Italy. L’azienda era stata fondata nel 1936 dal lombardo Emilio Ceretti e nel 2009 aveva già ceduto il ”Monopoli” ad Hasbro. La multinazionale di Toronto punta ad aumentare la sua presenza nel mercato italiano del giocattolo, un settore valutato intorno ai 740 milioni di euro nel 2015 e in crescita.

Pininfarina

A dicembre 2015 Pininfarina ha annunciato il passaggio alla società indiana Mahindra con un’operazione da circa 50 milioni di euro, cui si sommano garanzie sui debiti per oltre 110 milioni di euro. Nel dettaglio, Mahindra & Mahindra e TechMahindra acquisteranno tutte le azioni ordinarie Pininfarina detenute da Pincar (la holding della famiglia che controlla il 76% di Pininfarina), per un totale di circa 25 milioni di euro; le azioni sono attualmente in pegno alle banche e saranno liberate da tale vincolo alla chiusura dell’accordo. ”Oggi iniziamo a scrivere il prossimo capitolo della storia di Pininfarina. Siamo orgogliosi e felici di entrare a far parte del gruppo Mahindra”, ha commentato l’ad Silvio Pietro Angori. ”Oggi è un giorno splendido, Pininfarina diventa più forte e più globale che mai”. Per il presidente e nipote del fondatore, Paolo Pininfarina, l’accordo con ”un partner industriale solido e globale” permette di rafforzare l’identità della società, che ”è e rimarrà italiana” mentre ”i soldi non hanno passaporto”. E ancora ”L’azienda resta in Italia, restano le maestranze, resta il management. Resta il dna Pininfarina”, ha assicurato il presidente Paolo Pininfarina, presentando in conferenza stampa a Torino l’intesa per il passaggio dell’azienda all’indiana Mahindra. ”Questa operazione – ha aggiunto – ci permette di pensare al futuro. E’ un giorno importante che voglio dedicare alla mia famiglia. Sono sicuro che sia la cosa giusta, che mio nonno, mio padre e mio fratello sono con me e pensano che stia facendo la cosa giusta”.

Grom, il “gelato più buono del mondo” dal 1° ottobre 2015 passa alla multinazionale olandese Unilever, quella di Algida per intenderci. I due fondatori Federico Grom e Guido Martinetti hanno così ceduto la proprietà dell’azienda che, dalla piccola gelateria di Piazza Paleocapa a Torino, dal 2003 si è trasformata in un colosso del gusto, con oltre 67 punti vendita e 600 addetti tra Dubai, Giacarta, Hollywood, Malibu, New York, Osaka, Parigi e molte altre città. Il gruppo sarà comunque gestito in autonomia dai due fondatori, a cui viene garantita la totale libertà: ad arricchirsi ci saranno però anche il colosso olandese e investitori dal Giappone, dal Qatar e dal gruppo Illy, che detiene il 5% del capitale.

Italcementi è stata venduta ai tedeschi per il 45%. Il prezzo è stato fissato e corrisponde a 10,6 euro ad azione, per un valore complessivo di 1,67 miliardi. La famiglia Pesenti esce dopo più di un secolo dall’azienda, accettando l’offerta del gruppo tedesco Heidelberg. La famiglia Pesenti diventa il secondo socio. Il nuovo gruppo potrà contare su una capacità produttiva di circa 200 milioni di tonnellate di cemento, con un fatturato di 16,8 miliardi di euro da realizzare in 60 Paesi presenti in 5 continenti.

 

…e potete continuare  leggendo l'articolo originale a seguire le sorti di  ben altre 17 marche storiche dell'italico bel paese:

http://www.nanopress.it/economia/2016/04/19/made-in-italy-addio-tutte-le-aziende-italiane-vendute-all-estero/3549/

 

 

image: http://static.nanopress.it/r/845X0/www.nanopress.it/wp-content/uploads/2015/12/Risiko.png

Risiko

A gennaio 2016 l’italiana Editrice Giochi passa alla canadese Spin Master e questo vuol dire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ANTIRAZZISMO, L’ULTIMA SCUSA PER FAR TACERE LA VERITÀ

antirazismo

Dopo Lingua fantasma. Elogio letterario di Anders Breivik uscito nel 2014, Liberilibri torna a pubblicare un altro testo di Richard Millet: L’antirazzismo come terrore letterario, a cura di Renato Cristin.

Millet, romanziere e saggista, è uno dei più autorevoli scrittori contemporanei di Francia ed è, come scrive egli stesso, “il più nauseabondo degli scrittori francesi”, “un puro oggetto di odio.” In questo pamphlet denuncia l’attuale antirazzismo dominante come nuova ideologia internazionale, che pretende di imporre una visione del mondo che demolisca le identità dei popoli, in particolare europei, per sostituirle con una non-identità globale.

Un’ideologia sostenuta dai gruppi di potere dominanti, tra cui la sinistra mondiale, che agisce in maniera subdola ma anche con azioni eclatanti. Una dittatura che perseguita chiunque tenti di ribellarsi, come Millet, vittima eccellente di un meccanismo perverso, colpito dall’accusa di razzismo, forma intimidatoria che mira a imbavagliare la letteratura e paralizzare la libertà d’espressione.

Ma la replica dello scrittore è chiara: l’antirazzismo è diventato un terrore letterario, lo strumento per ridurre al silenzio chiunque osi esprimersi in senso contrario ai paradigmi del politicamente corretto. L’antirazzismo è la riattualizzazione teologico-nevrotica di quel disastro spirituale e culturale chiamato Maggio ’68, è una manifestazione isterica e al tempo stesso fredda dell’odio degli altri.

Renato Cristin, curatore dell’edizione italiana, nella bella e corposa introduzione definisce questo scritto “la testimonianza di un perseguitato, la risposta accorata ma lucida di un romanziere messo all’indice dalla più potente e più invisibile delle organizzazioni”. Millet, nota Cristin, è stato definito “razzista in quanto vede la metamorfosi e non l’accetta, perché è stata decisa a tavolino, perché è contraria al bene comune degli europei e non è necessaria allo sviluppo storico del continente.” Emarginato perché contesta “questo dogma del Nuovo Ordine mondiale: l’Umanità come ultimo destino politico nella sua indifferenziazione razziale, etnica, religiosa e sessuale”, egli combatte in totale solitudine la sua battaglia contro il rischio “che, per cecità o ideologia, l’identità dell’Europa precipiti in un abisso che non riuscirà a risalire.” Perché, sottolinea Cristin, “l’attuale disagio europeo verso gli stranieri viene strumentalmente bollato come razzismo, ma esso ha altre cause e altri obiettivi, che dovrebbero essere studiati senza pregiudizi prima di essere ideologicamente condannati.”

Secondo Millet, “l’accusa di razzismo è oggi la pallottola destinata alla nuca di chi ha a cuore la verità… Dire la verità è un atto insurrezionale: non sarei scrittore, se mentissi o mi tacessi.”

Richard Millet (Viam, Francia, 1953). Tra le sue numerose opere ricordiamo: Le sentiment de la langue (1986); La gloire des Pythre (1995); L’Accent impur (2001); Dévorations (2006); La confession né­ga­tive (2009); L’Enfer du roman (2010); La fiancée libanaise (2011); Esthétique de l’ari­dité (2012); Arguments d’un désespoir contemporain (2013); Chrétiens jusqu’à la mort(2014); Solitude du témoin (2015); Tuer (2015); Le sommeil des objets (2016).

Renato Cristin è professore di Ermeneutica filosofica all’Università di Trieste, è stato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e direttore scientifico della Fondazione Liberal. Tra le sue pubblicazioni: Apologia dell’ego. Per una fenomenologia dell’identità (2011); Memento Gulag (a cura), (2006); La rinascita dell’Europa. Husserl, la civiltà europea e il destino dell’Occidente (2001); Fenomeno storia. Fenomenologia e storicità in Husserl e Dilthey (1999); Europa al plurale (con S. Fontana), (1997); Heidegger e Leibniz. Il sentiero e la ragione (1990).

Richard Millet, L’antirazzismo come terrore letterario, a cura di Renato Cristin, collana Oche del Campidoglio, euro 15.00, ORDINALO ALLA LIBRERIA DEL PONTE

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gli appassionati delle letture dell’orrore troveranno in questo studio scariche di adrenalina a volontà


Economia italiana:

i dati, le analisi, le previsioni di Mazziero Research

Quaderno di Ricerca
22° Osservatorio trimestrale

Rivista scientifica –  Codice CINECA E230240

Comunicato stampa 16 maggio 2016

L’Osservatorio trimestrale è liberamente scaricabile al LINK
(attendere il caricamento)

Mazziero

http://www.mazzieroresearch.com/indice-degli-osservatori-trimestrali-sui-dati-economici-italiani/

Il Comunicato stampa della Mazziero Research:

Debito record, ma il divario tra entrate e uscite si riduce

Ancora un nuovo record per il debito pubblico, a 2.229 miliardi, e non vi sarà accenno di diminuzione né il prossimo mese, né il seguente; solo da giugno, secondo le stime Mazziero Research, inizierà a scendere per poi concludere l’anno tra 2.001 e 2.021 miliardi.
Ma la vera novità è che per la prima volta il divario tra le entrate e le uscite statali tende a ridursi; nel primo trimestre del 2016 a fronte di maggiori introiti, si sono avute minori spese rispetto al medesimo periodo del 2015. Il disavanzo è ancora presente, commenta Maurizio Mazziero, ma si tratta di 9,5 miliardi rispetto ai 35 miliardi dei primi tre mesi del 2015.
Osservato speciale il PIL: il progresso trimestrale dello 0,3% risulta più basso rispetto allo 0,4% dell’anno precedente nello stesso periodo, la produzione industriale è in stallo e sembra di ripercorrere un copione già visto con un inizio d’anno tonico e una dinamica via via calante nel corso dei mesi successivi.
I segnali di un rallentamento globale sono evidenti e gli imprenditori italiani si mostrano più cauti ritardando gli investimenti; se in altri paesi ci troviamo di fronte a un ciclo economico maturo, conclude Mazziero, da noi la ripresa non è mai iniziata e siamo ancora dell’8,4% al di sotto dei livelli pre-crisi.Stime debito pubblico sino a dicembre 2016
I modelli previsionali della Mazziero Research indicano un lieve aumento del debito pubblico per il mese di aprile 2016 a 2.233 miliardi (stima con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 2.227 e 2.235 miliardi, il dato ufficiale verrà pubblicato il 15 giugno 2016).
Continuerà a salire sino a maggio quando segnerà un nuovo massimo storico tra 2.250 e 2.258 miliardi, mentre si porterà a fine anno verso un valore compreso tra 2.201 e 2.221 miliardi.
Stima spesa per interessi a fine 2016
La spesa per interessi ha raggiunto a fine marzo 2016 i 21 miliardi di euro; i modelli previsionali della Mazziero Research stimano una spesa totale a fine 2016 pari a 67 miliardi di euro.

 

L’Osservatorio cambia veste grafica
La XXII edizione del Quaderno di Ricerca Mazziero Research si presenta rinnovata nella grafica, grande spazio a tabelle e grafici, commenti essenziali e un aumento dei riquadri di approfondimento. Lo sforzo è quello di rendere sempre più modulare la Rivista scientifica e consentire un rapido reperimento dei temi di interesse, facilitando la loro consultazione.
Dal punto di vista editoriale l’Osservatorio conserva le due sezioni: quella di elaborazione ed analisi dei principali dati macroeconomici italiani e quella degli articoli scientifici compresi nelle tre aree di riferimento della Rivista: economico/storica; economico/aziendale; economico/matematica.
Per assicurare l’elevata qualità dei contenuti, tutti gli articoli pubblicati vengono sottoposti a un processo di peer review eseguita da docenti ed esperti delle materie scientifiche cui afferiscono.
Dati di dettaglio sul documento pubblicato
Pubblicazione: Quaderno di Ricerca – Anno 6, Numero 2 – ISSN 2283-7035
Rivista scientifica: Codice CINECA E230240   Titolo: Italia 1 trim 2016 – Pil debito & Co
Argomento: Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani   Pagine: 64
Comitato di Redazione: Maurizio Mazziero, Andrew Lawford.
Direzione Scientifica: Paola Paoloni (Università Niccolò Cusano – Roma), Andrea Scozzari (Università Niccolò Cusano – Roma), Gabriele Serafini (Università Niccolò Cusano – Roma), Aino Kianto (Lappeenranta University of Technology), John Dumay (Macquarie University of Sydney), Sladjana Cabrillo (Novi sad University).

Estratto: Indagine della salute dell’Italia attraverso l’analisi dei dati economici ufficiali; lo studio riassume e compara la situazione del debito pubblico, dello stock di Titoli di Stato, delle Riserve ufficiali, del Pil, dell’inflazione e della disoccupazione delineando una visione d’insieme del Sistema Italia.
Come scaricarlo
Lo studio è disponibile nel sito Mazziero Research nella sezione “Quaderno di Ricerca – Debito Pubblico” oppure direttamente a questo LINK
Per consultare i numeri precedenti:
Indice degli Osservatori trimestrali sui dati economici italiani
Per accedere alla pagina del sito dedicata alla Rivista Scientifica:
Quaderno di Ricerca
Per informazioni rivolgersi a Maurizio Mazziero: maurizio@mazzieroresearch.com

qui trovate la versione integrale >>

http://www.mazzieroresearch.com/wp-content/uploads/2016/05/Italia-1-trim-2016-Pil-debito-Co.pdf

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oggi, voglio presentarvi un autore di sicuro interesse…. Scenari Economici www.scenarieconomici.com


 

Autore:   Fabio Sdogati

Formazione universitaria e scientifica: Laurea in Scienze Politiche (1974) presso l’Universià di Roma la Sapienza; Masters of Science (Economics) (1983) e Ph. D. (Economics) presso la University of Wisconsin-Madison (1986).

Carriera accademica: dal 1995 è Professore Associato di Economia Politica presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. Tra il 1992 e il 1995 è stato Professore Associato di Economia Monetaria presso la Facoltà di Economia dell’Università di Parma; tra il 1990 e il 1992 è stato Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale. Tra il 1985 e il 1990 è stato Assistant Professor nella School of Business Administration, Marquette University, Milwaukee, Wisconsin.

Attività didattica: insegna Economia Politica (Economia Internazionale) nel Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale. Insegna inoltre Istituzioni di Economia presso la II Facoltà di Ingegneria, e nel Corso di Laurea in Edilizia della Facoltà di Architettura, Campus Leonardo, sede di Mantova. Dal 1991 è docente al Corso Master per la gestione d’impresa del MIP-Politecnico di Milano, e dal 1997 al corso Master per il Potenziamento Imprenditoriale offerto prima dal MIP (1997-2000) e poi da Poliedra-Politecnico di Milano (2001).

Attività di ricerca: la sua attività di ricerca verte sui temi del commercio internazionale, dell’integrazione economica internazionale, e della frammentazione internazionale della produzione. Su questi temi ha pubblicato saggi su riviste nazionali e internazionali, ha curato la pubblicazione di un volume, ed ha prodotto un volume monografico.

Affiliazioni: membro del Gruppo di Studio del CNR su Sviluppo Economico e Economia Internazionale; membro dello European Trade Study Group; membro del Comitato Editoriale di Europa Europe.

https://scenarieconomici.com

Buona lettura….

 

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Nevada vs Delaware: Where Is Better to Incorporate?

Delaware LLCs can have different classes of members with specific rights for each class, as long as these classes are defined in the LLC’s Operating Agreement. Read our new blog to learn more about showing membership in an LLC. When it comes to the best states in which to incorporate, Nevada is often mentioned as a competitor of Delaware, but our new infographic shows that is just not true.

Business Structure: LLC


By Andrew Millman Wednesday, June 1, 2016

business structure: llc

Different Ways to Show Membership in a Delaware LLC

A member of an LLC, by definition, is an owner of an LLC with a vested interest in the company. Members can be people or entities from anywhere in the world. Typically, the rights and responsibilities of members are listed and explained in the LLC’s Operating Agreement. It is not required that all members possess the same rights. The Operating Agreement may spell out different rights for specific members.

In addition, there may be different classes of members with specific rights for each class, as long as these classes are clearly delineated in the LLC's Operating Agreement. Remember, once the Operating Agreement is finalized and ratified by all members, it cannot be changed without the unanimous vote of the members; if all members choose to amend, the amended Operating Agreement must then be signed by all the members of the LLC.

A member of an LLC may also function as a manager, but an LLC does not need to have a manager; members can run the company on their own. As for managing-member vs member classifications, it is simple: when a member is also a manager, he or she is usually referred to as a "managing-member."

A manager is an individual or entity chosen by the members of an LLC to manage the daily operations of the LLC. A manager can be, but does not have to be, a member. Typically, managers are in charge of overseeing day-to-day activities but don’t possess ownership interest in the company. In some cases, when the LLC is 100% manager-managed, the manager is in charge of everything. The member-managed LLC Operating Agreement would state these responsibilities. Harvard Business Services, Inc. is happy to share this template of a member-managed LLC Operating Agreement with you.

Members of a Delaware LLC don’t own stock, like corporate shareholders do. Members usually split the company into percentages of ownership, or membership units. Members are typically issued membership certificates rather than stock certificates, which indicate the percentage owned or the number of membership units they own.

If you are considering forming a Delaware LLC and have further questions about the role and responsibilities of members, or how to structure an LLC, you can call us at 800-345-2677, live chat with us or email us to speak with a specialist on these matters.

Where to Incorporate: Delaware vs Nevada Infographic


By Michael Bell, Veselin Ganev Tuesday, May 31, 2016

When people start thinking about incorporating a company outside of their home state, often the two most popular states considered for incorporation are Delaware and Nevada. Although many people believe Nevada is just as corporate-friendly as Delaware, that is simply not true.

The infographic below illustrates how much more supportive of corporate entities Delaware is, and reveals the myth of incorporating in Nevada.

You can read more about why so many companies incorporate in Delaware.

 

where to incorporate: Delaware VS Nevada

 

Business Terms for Delaware Companies


By Andrew Millman Monday, May 23, 2016

Business Terms for Delaware Companies

If you own a Delaware company, there are several important date-related business terms you should be familiar with so understand all your company’s documents and important dates.

 

Date of Formation – Date of Formation is the day when the Certificate of Formation, which includes the Articles of Organization, is filed with the Delaware Secretary of State as you form a Delaware LLC.  Unless an alternate Effective Date is specified, this day is the official birthday of the LLC.

 

Date of Incorporation – Date of Incorporation is the day when the Certificate of Incorporation, including the Articles of Incorporation, is filed with the Delaware Secretary of State as you incorporate a Delaware Corporation.  Unless an alternate Effective Date is specified, this day is the official birthday of the corporation.

 

Perpetual Existence – Traditionally, Delaware LLCs, LPs, and corporations are designed to continue indefinitely and continuously, regardless of any change of members, shareholders, officers, Directors or partners, unless a predetermined length of existence is otherwise specified, or the company is administratively or voluntarily cancelled or dissolved.

 

Effective Date/Time – A specific date and/or time can be chosen to be the Effective Date and/or Effective Time of the filing, whether it’s the original Certificate of Formation, an amendment or the Certificate of Cancellation/Dissolution. Business owners do this for a couple of different reasons; the most common reason to create an Effective Date is when a person files a company in December but chooses an effective date of January 1 of the following year. (This extends the Franchise Tax deadline by an additional year.) There are many other reasons company owners may opt for a specific effective date, such as a birthday, an anniversary or a lucky number.

 

Date of Dissolution – Date of Dissolution is the day the Certificate of Dissolution is filed with the Delaware Secretary of State in order to formally close a Delaware Corporation, unless a different Effective Date has been specified.

 

Date of Cancellation – Date of Cancellation is the day the Certificate of Cancellation is filed with the Delaware Secretary of State in order to formally cancel a Delaware LLC, unless a different Effective Date has been specified.

 

Date of Amendment – Date of Amendment is the day the Certificate of Amendment is filed with the Delaware Secretary of State when a Delaware corporation, LLC or LP files an amendment in order to update the company name, increase the number of shares or add preferred shares.  

 

Fiscal Year-End/Closing Month –Fiscal Year-End, otherwise known as the end of the accounting year or the closing month, is the end of the actual business year. Some business owners follow the traditional calendar year, January 1 through December 31, while others choose an alternative business year, June 1 through May 31 of the following year, for example.

 

For a detailed explanation of some of the documents described above, please read Company Formation Documents, Defined.

 

The 3 Key SEC Rules on Crowdfunding You Need to Know


By Brett Melson Sunday, May 22, 2016

The 3 Key SEC Rules on Crowdfunding You Need to Know

The Securities and Exchange Commission (SEC) finally adopted exciting new rules that permit companies to raise money through crowdfunding.  As a result, companies will be able to raise up to $1 million in any 12-month period from a broad base of ordinary investors through the internet.

Persons contributing money will receive either an interest in the company (an equity stake) or a repayment of principal invested plus interest (through a debt instrument). Unsurprisingly, the jurisdiction of choice for most crowdfunding campaigns to incorporate is Delaware, because the Delaware corporate law structure is the best in the world.

Previously, raising money through crowdfunding involved one party providing money to an individual or company in exchange for some tangible goods. For example, a band raising money for a new album would accept contributions from fans in exchange for future free copies of the new album or band-related goods like T-shirts, concert tickets or key chains.

These crowdfunding offerings—tokens of gratitude, in a way—were conducted through popular internet sites such as Kickstarter and Indiegogo. Now, however, crowdfunding investors can obtain a piece of the actual company or make a loan to the company instead of an investment. Soon there will be other new and innovative crowdfunding campaign platforms to capitalize on the new rules enacted by the SEC.

However, the new SEC rules impose a number of requirements upon companies seeking to raise money through crowdfunding:

  • Companies will need to engage in crowdfunding through qualified internet "funding portals."  Many of these portals are preparing to begin operating now that the SEC's final rules have been passed. These portals will assist companies in meeting their requirements under the crowdfunding rules.
  • Companies will need to provide certain information to the SEC, the funding portal assisting in the offering and to the investors, including (but not limited to) the following types of disclosure:
  • a statement of the target offering amount, the deadline to meet the target amount and whether the company will accept amounts in excess of the target amount
  • a discussion of the company's financial condition
  • financial statements (which, depending on the amount raised as well as other factors, may need to be reviewed by an auditor)
  • a description of the company's business and intended use of the proceeds
  • Information about the Directors, officers and key owners of the company
  • Companies will also need to provide an annual statement to the SEC and investors containing all requested information. There are also limitations on the aggregate amount that individual investors can invest in crowdfunding offerings.

With the arrival of the new Securities and Exchange Commission rules, the crowdfunding community now has clear definition on how to progress and how to further the potential of crowdfunding campaigns.

Please feel free to contact us with any questions or concerns about starting a Delaware entity for your crowdfunding campaign. We will be glad to assist you.

 

Filing Delaware LLC Franchise Tax


By Veselin Ganev, Meri Weiss Tuesday, May 17, 2016

All Delaware LLCs and LPs must pay their annual Franchise Tax Fee on or before June 1. The state of Delaware currently issues its official LLC/LP Franchise Tax notices as a white, paper report. As your Delaware Registered Agent, Harvard Business Services, Inc., which represents over 39,000 Delaware LLCs and LPs, receives, sorts and mails all those paper notices to our clients.

By now you should have received the official notice; please note, however, it is possible you will receive your Franchise Tax notice after you have already paid online or over the telephone. If you’re unsure, please feel free to contact our Franchise Tax Department. The infographic below contains FAQs to further assist you. 

Filing Delaware LLC Franchise Tax

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