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Registro telematico dei testamenti: consultazione e privacy


Il registro generale dei testamenti è pronto per adeguarsi alla convenzione europea che prevede la comunicazione dei dati a esso destinati in forma telematica ma la disciplina dovrà tutelare il diritto alla privacy dei titolari di dati sensibili.

 Con un recente provvedimento il Garante della Privacy detta la linea sull’adeguamento agli strumenti telematici del Registro Generale dei Testamenti, formulando osservazioni a uno schema di regolamento predisposto dal Ministero della Giustizia per la trasmissione in formato elettronico dei dati relativi ai testamenti depositati presso i Notai della Repubblica.

In base alla Convenzione internazionale di Basilea del 1972 [1] infatti è stata prevista la creazione di un Registro Generale dei Testamenti nel quale devono essere trascritti tutti i testamenti ricevuti da un Notaio o depositati formalmente presso quest’ultimo nonché i verbali di pubblicazione dei testamenti stipulati a seguito dell’apertura di una successione, gli atti di ritiro di testamenti segreti e olografi depositati formalmente presso un Notaio e, infine, gli atti di revocazione e quelli di revocazione della revocazione rogati per mezzo di testamento per atto di Notaio.

Funzione del Registro è consentire agli interessati di conoscere l’esistenza di un testamento relativo a una persona deceduta, sia in Italia che presso uno dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione [2], richiedendo apposito certificato degli atti di ultima volontà presenti nel Registro.

Quando un Notaio riceve un testamento o comunque uno degli atti sopra indicati è tenuto a trascrivere l’atto nel Registro trasmettendo apposita scheda contenente i dati del testamento o comunque dell’atto stipulato, i propri riferimenti nonché i dati personali del testatore o della persona che ha stipulato.

Secondo la legge di ratifica della Convenzione [3] la trasmissione di tali dati può avvenire anche telematicamente ma la relativa disciplina deve essere contenuta in apposito Regolamento, il cui schema è stato analizzato dal Garante della Privacy [4] che ha concluso per l’introduzione di correttivi atti a migliorare la tutela della segretezza degli atti di ultima volontà fintantoché il testatore sia ancora in vita.

Poiché non soltanto il contenuto del testamento ma l’informazione della sua stessa esistenza devono rimanere segrete fino alla morte del soggetto che ne è autore, il Garante ha richiesto un miglioramento delle modalità tecnico operative con cui avverrà la trasmissione telematica degli atti e dei relativi dati adottando non già le misure minime di sicurezza bensì quelle idonee al trattamento dei dati medesimi come, ad esempio, in caso di iscrizione degli atti non andata a buon fine per evitare che, nelle more della regolarizzazione, il documento e il suo contenuto non vada perso o divenga accessibile a terzi estranei che non ne hanno diritto.

A tutt’oggi invece la richiesta di accesso e consultazione del Registro generale dei testamenti avviene rivolgendo, di persona o per corrispondenza, apposita istanza in bollo da 16 Euro alla sede del Registro in via Padre Semeria n. 95 – 00154 Roma, oppure rivolgendosi presso uno degli archivi notarili distrettuali presenti sul territorio nazionale che provvederà a inoltrare la richiesta al Registro.

Per il modulo di richiesta nonché per ulteriori informazioni circa i costi dei certificati rilasciati dal Registro in merito all’esistenza o meno di testamenti in Italia o nei Paesi aderenti alla Convenzione si può consultare il sito internet del Ministero della Giustizia alla pagina https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_9_11.wp?tab=d

[1] Convenzione relativa alla istituzione di un sistema di registrazione dei testamenti, firmata a Basilea il 16 maggio 1972

[2] Oltre all’Italia hanno ratificato la Convenzione Francia, Cipro, Turchia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Lussemburgo, Spagna, Estonia, Lituania, Ucraina.

[3] Si tratta della L. 25 maggio 1981, n. 307.

[4] Provvedimento n. 618 del 25 novembre 2015 consultabile su http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4538494

– See more at: http://www.laleggepertutti.it/107208_registro-telematico-dei-testamenti-consultazione-e-privacy#sthash.oXwn1WTi.dpuf

 

Fonte :        La Legge per tutti

http://www.laleggepertutti.it/107208_registro-telematico-dei-testamenti-consultazione-e-privacy

Ho consultato l'Ufficiale di stato civile del mio comune di residenza….

non vi è alcun obbligo da parte dei comuni al ricevimento di una notizia/certificato di decesso di comunicare alcunchè a nessuno e tantomeno verificare se siste un testamento….

quindi il consiglio è di informare uno o meglio più conoscienti che si relazionano abitualmente con voi di aver depositato un testamento e presso quale notaio….

e che provvedano ad informare gli eredi e/o il notaio…

Se avete amicizie negli uffici del vostro comune, informate (in via confidenziale) i funzionari del comune di ultima residenza anche se, ed anzi, soprattutto se:

siete iscritti AIRE ai quali arriverà certamente comunicazione per la cancellazione dagli elenchi elettorali e di stato civile.

Alla morte di un parente ricordate che siete voi che dovete preoccuparvi di verificare se esiste un testamento spendendo 16€ di carte da bollo….

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Un giornalista tedesco con le palle. D’acciaio

   

 

L'assemblea generale dell'ONU ha dichiarato il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa per evidenziare l'importanza della libertà di stampa e ricordare ai governi i loro doveri per far rispettare l'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani e celebrare l'anniversario
 
 

BERLINO. Udo Ufkotte, per anni caporedattore ed ex-direttore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, è diventato celebre per aver rivelato un’intervista a RT nel 2014 come molti giornalisti europei siano a libro-paga della Cia, della finanza e dei politici, confessando di essere lui stesso a servizio dei servizi americani. “Bought Journalism. How Politicians, Intelligence and High Finance Control German’s Mass Media”, si intitola il suo primo saggio, nel quale ha trascritto molte delle rivelazioni televisive che lo hanno reso celebre.

A cominciare dalla “confessione”: «Sono stato giornalista per circa 25 anni, e sono stato istruito a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. Ma vedendo il mese scorso come i media tedeschi e statunitensi cerca di presentare la guerra alla gente in Europa, d’istigare la guerra alla Russia, si è nel punto di non ritorno. Ho intenzione di oppormi e dire: non è giusto quello che ho fatto in passato, manipolare le persone; fare propaganda contro la Russia; e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti per tradire le persone non solo in Germania, ma in tutta Europa.

«Se vedete i media tedeschi, in particolare i miei colleghi che giorno per giorno scrivono contro i russi; (questi giornalisti) aderiscono ad organizzazioni transatlantiche, e sono sostenuti dagli Stati Uniti. Gente come me: sono diventato cittadino onorario dello Stato dell’Oklahoma negli Stati Uniti. Perché? Perché scrivevo pezzi filo-americani. Sono stato aiutato dalla Central Intelligence Agency, la CIA. Perché? Perché sono filo-americano. Ne sono stufo; non voglio farlo più, e così ho appena scritto un libro, non per guadagnare soldi, ma per dare alle persone di questo Paese, la Germania, di Europa e del mondo solo un assaggio di ciò che accade dietro le quinte».

Naturalmente, è da decenni che i servizi segreti usano i media mainstream per diffondere la loro propaganda e sarebbe ingenuo credere che oggi sia diverso. Sicché la denuncia di Udo Ufkotte continua a far riflettere ogni qual volta si legge di Medio Oriente, o di Panama Papers, o di altro su cui sorge il sospetto che, vi sia molto di più di quanto appaia.

Racconta Ufkotte: «La maggior parte dei giornalisti che si vedono nei Paesi esteri dicono di essere giornalisti e potrebbero esserlo, giornalisti europei o statunitensi. Ma molti, come me in passato, hanno la cosiddetta copertura non ufficiale, come dicono gli statunitensi. La copertura non ufficiale cosa significa? Non lavorate per un’agenzia d’intelligence, ma li aiutate se volete che vi aiutino, ma quando (il pubblico) scopre che non sei solo un giornalista ma anche una spia (la CIA) non dirà mai che siete uno dei suoi. Quindi, l’aiutai in diverse situazioni e me ne vergogno.

«Questo riguarda solo i giornalisti tedeschi? No, penso che sia particolarmente il caso dei giornalisti inglesi, perché hanno un rapporto assai più stretto. Come lo è soprattutto per i giornalisti israeliani, e naturalmente per i giornalisti francesi… australiani e di quelli provenienti da Nuova Zelanda, Taiwan, beh, molti Paesi… come la Giordania, per esempio. A volte le agenzie d’intelligence arrivano nel vostro ufficio e vogliono che scriviate un articolo…

«Ricordo solo (ad esempio) l’agenzia d’intelligence estera tedesca, un mera organizzazione sorella della Central Intelligence Agency che l’ha fondata. Così un giorno il BND si presenta nel mio ufficio al Frankfurter Allgemeine, a Francoforte, e voleva che scrivessi un articolo sulla Libia e il Colonnello Muammar Gheddafi. Non avevo assolutamente informazioni segrete riguardo al Colonnello Muammar Gheddafi e alla Libia. Ma mi diedero quei (documenti) segreti e volevano solo che firmassi l’articolo con il mio nome. Lo feci e fu pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine (un articolo) proveniente dall’agenzia d’intelligence estera tedesca.

«Pensate davvero che questo sia giornalismo, con le agenzie d’intelligence che scrivono gli articoli. L’articolo fu stampato nel mondo due giorni dopo, ma non avevo alcuna informazione, furono le agenzie d’intelligence che vollero che scrivessi quell’articolo. Non è così che il giornalismo dovrebbe funzionare, con le agenzie d’intelligence che decidono ciò che va stampato oppure no».

Lo stesso Ulfkotte affermò, in un’intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo, che “un giornalista italiano può ricevere fino a 20.000 dollari per scrivere articoli filo statunitensi”. Ovviamente le rivelazioni del giornalista tedesco, il quale accusa senza mezzi termini buona parte della stampa mainstream europea, capi redattori in testa, di essersi venduti a loro volta agli Stati Uniti, continua a suscitare un fuoco di sbarramento da parte dei media, benché Ulfkotte che ha lavorato – ripeto – per oltre diciassette anni nel principale giornale tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, non sia l’ultimo degli arrivati.

Infatti, non è stato smentito e continua a scrivere libri sull’argomento e a partecipare a dibattiti televisivi, durante i quali non si parla soltanto dei giornalisti, ma anche dei politici in vendita, di un mondo sempre più assoggettato al potere d’acquisto “ della ristretta lobby dell’industria finanziaria mondiale”. Insomma è una personalità con le palle d’acciaio, il collega Ulfkotte. Quanto di meglio da ricordare nel World press freedom day, made in UNESCO, che si celebra domani, il 3 di maggio.

Fonte:  http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/05/03/un-giornalista-tedesco-con-le-palle-dacciaio/24189/

N.d.R.  questo vi dice molto su chi abbia provocato, come si sia formato e sia scaturito  l'affare "Panama Pampers" ed a cosa serva l' NSA e la CIA…

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’importanza di avere il passaporto

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Cittadinanza e passaporto.

.La Treccani fornisce la seguente definizione di cittadinanza:

Condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che tale relazione comporta; tra i primi, vanno annoverati in particolare i diritti politici, ovvero il diritto di voto e la possibilità di ricoprire pubblici uffici; tra i secondi, il dovere di fedeltà e l’obbligo di difendere lo Stato, nei limiti e modi stabiliti dalla legge.

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> Nomad Bill 08.01.2016

Se sei cittadino dello Stato italiano hai tutti i diritti ed i doveri che la Costituzione e le leggi italiane riconoscono ed impongono.

Per i Nomadi Fiscali uno dei diritti più importanti che la cittadinanza di uno Stato può offrire è quello di ottenere il passaporto. Con questo documento, spesso sottovalutato, puoi viaggiare all’estero e visitare i Paesi al di fuori della Unione Europea.

 La Costituzione Italiana recita all’art. 16, comma 2:

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.  

poi ribadisce all’art.35, comma 4:

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Quindi il rilascio del passaporto non riveste carattere di concessione né è un atto discrezionale della pubblica amministrazione ma è, al massimo, da intendersi come autorizzazione. Il rilascio, tuttavia, può essere precluso in casi particolari.

Ma perché cittadinanza e passaporto sono così importanti?

Per i Nomadi Fiscali è fondamentale sviluppare una strategia di internazionalizzazione della vita privata e professionale applicando la teoria delle bandiere, quindi è necessario avere la possibilità di viaggiare, cambiare Stato di residenza, aprire una attività, avere un conto corrente o acquistare un immobile distribuendo “bandiere” in un certo numero di Paesi differenti. Documento indispensabile per potersi muovere liberamente al di fuori della Unione Europea è appunto il passaporto.

Non tutti i passaporti sono uguali.  

In base ad accordi bilaterali tra Stati, il passaporto offre al cittadino di uno Stato la possibilità di visitarne un’altro senza dover chiedere preventivamente il visto di accesso.

Ad esempio, sei hai il passaporto italiano, con gli accordi esistenti nel 2015, puoi entrare in 171 Stati esteri senza dover chiedere il visto di entrata.

Questo ti consente di visitare uno di quei 171 Stati senza dover informare le autorità prima del viaggio. Arrivato alla frontiera, se tutti i documenti sono in regola, potrai entrare liberamente nel Paese che vuoi visitare. Ovviamente il timbro sul passaporto rimarrà a futura memoria ma, in alcuni casi, può risultare conveniente non essere costretti a dare notizia preventiva dei propri spostamenti.

L’ Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo (IATA) compila annualmente una classifica dei passaporti in base al numero dei Paesi in cui si può entrare senza il visto. Per il 2015 il passaporto tricolore si piazza in terza posizione con 171 Stati.

Nelle prime 3 posizioni troviamo:

  1. Con 173 Stati visitabili senza il visto, Germania e Gran Bretagna.
  2. Con 172, Finlandia, Svezia e USA.
  3. Con 171, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Giappone, Italia, Lussemburgo, Olanda e Norvegia.

Nelle ultime 3 posizioni invece:

Somalia(30), Iraq (29) e Afganistan (25).

E’ evidente che i passaporti non sono tutti uguali e non tutti i cittadini hanno la medesima possibilità di movimento. Su questo fronte, come italiani, siamo fortunati. Conoscere la differenza di “qualità” tra i passaporti sarà fondamentale se deciderai di ottenere una seconda cittadinanza. 

Perché devi correre a fare il passaporto?

Da quando non è più obbligatorio per viaggiare in Unione Europea, il numero di possessori di passaporto in Italia è diminuito sensibilmente. Richiederlo costa intorno ai 100 euro e ti costringe a fare code per preparare le solite scartoffie. Quindi è molto comune per un italiano, già oberato da tante altre inutili pratiche burocratiche, fare richiesta del passaporto solo quando lo ritiene indispensabile, salvo a volte scoprire che ormai è troppo tardi.

Sai, ad esempio, che se sei genitore di un figlio minorenne per richiedere o rinnovare il passaporto devi avere il consenso del coniuge?

Sai che, in caso di divorzio o separazione, hai bisogno del consenso del giudice tutelare?

Ti auguro di non avere mai problemi coniugali ma, con l’attuale tasso di separazione al 50% nei primi 5 anni di matrimonio, le chances che il diritto di viaggiare liberamente dopo il “si, lo voglio” possa ridursi drasticamente sono di una su due.

Altro esempio, sai che se hai pendenze con il fisco ti può essere negato il passaporto?

L’art. 3 della legge 1185/67 prescrive:

Non possono ottenere il passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà’ personale o soddisfare una multa o ammenda.

Basta un problemino con Equitalia per dire addio alla crociera ai Caraibi. 

Se non lo hai già fatto, corri a fare il passaporto.

 

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Keep your Delaware LLC or Corporation in Compliance

keep your Delaware LLC or corporation in compliance

By Devin Scott Monday, May 2, 2016          

How to Keep your Delaware LLC or Corporation in Compliance

Once a business is incorporated in Delaware, there are generally two annual fees that business owners who operate their companies outside of Delaware need to pay in order to remain in compliance. These are the annual Franchise Tax Fee and the annual Registered Agent Fee.

For companies that operate in Delaware in a brick-and-mortar business, home business or online business, there are additional requirements to maintain compliance, such as business licenses or permits.

Delaware Franchise Tax:

Franchise Tax is an annual fee paid to the Division of Corporations for the privilege of owning a business incorporated in Delaware. For an LLC or LP, the cost of your Franchise Tax is currently $300 per year, which is a flat-rate unrelated to the company’s income. The LLC/LP Franchise Tax is due each year on or before June 1. If you don’t pay by the due date, you will be charged a late fee as well as interest; in addition, your Delaware company will lose its Good Standing status until the Franchise Tax Fee, late fee and interest are paid in full.

For a minimum stock corporation, (companies with 5,000 shares of stock, or less) your Franchise Tax is currently $225 a year, which is a flat-rate unrelated to the company’s income.

For a maximum stock corporation, (companies with more than 5,000 shares) your Franchise Tax will be at least $300 and can increase based on a number of factors. If your Delaware corporation Franchise Tax Fee is not paid on or before March 1 of each year, you will be charged a late fee as well as interest, and your Delaware corporation will lose its Good Standing status until the Franchise Tax Fee, late fee and interest are paid in full.

Registered Agent Fee:

The second compliance requirement for Delaware is the Registered Agent Fee. The Delaware Registered Agent’s job is to forward service of process and serve as a liaison between your company and the state of Delaware. When Harvard Business Services, Inc. receives correspondence from the Delaware Secretary of State for your company, we will send it to the Communications Contact for your company. We will also monitor your Franchise Tax status and remind you when it’s time to pay it. Failure to pay your Registered Agent fees on time may result in penalties and/or loss of your Good Standing Status.

If you have any questions or concerns about how to keep your Delaware LLC or corporation in compliance, please feel free to call Harvard Business Services, Inc. at 1-800-345-CORP.