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09 Nov 2015 I conservatori hanno vinto le elezioni legislative in Croazia

La Coalizione patriottica (Domoljubna koalicija) guidata dal partito conservatore Unione democratica croata (Hdz) ha ottenuto 59 seggi su 151 alle elezioni generali dell’8 novembre. 


 Tomislav Karamarko, presidente dell’Unione democratica croata (Hdz), taglia la torta dopo la diffusione degli exit poll a Zagabria, in Croazia, nella notte del 9 novembre 2015.

In Croazia  (Hrvatska raste), il blocco di centrosinistra che ha governato negli ultimi quattro anni con primo ministro socialdemocratico Zoran Milanović, è sceso a 56 seggi. Sono le prime consultazioni legislative da quando la Croazia è entrata nell’Unione europea nel 2013.

L’Hdz ha già governato il paese dal 1990 al 2000 e, in coalizione, dal 2003 al 2011 ed è un partito europeista. La costituzione della Croazia prevede che i partiti più votati dispongano di due mesi al massimo per provare a formare un governo, da soli o in coalizione con qualche formazione minore.

Il Most, partito fondato nel 2012 che unisce liste indipendenti da tutto il paese, è entrato per la prima volta in parlamento con 19 seggi. Prima delle elezioni il leader di questa nuova formazione, Božo Petrov, ha escluso di entrare in una coalizione di governo. Il programma del Most (che significa ponte) si basa sulla riforma del settore pubblico e sulla riduzione della spesa e del debito sovrano.

Sette formazioni politiche minori si dividono i 17 seggi rimanenti.

Fonte: Slobodna Dalmacija

L’ascesa del nuovo partito centrista Most vista della stampa croata

Dopo le elezioni legislative dell’8 novembre, In Croazia netta sconfitta della coalizione (Hrvatska raste), la coalizione di sinistra guidata dal Partito socialdemocratico (Sdp) del premier uscente Zoran Milanović.

La Coalizione patriottica (Domoljubna koalicija) guidata dai conservatori dell’Unione democratica croata (Hdz) vince, avendo ottenuto  59 dei 151 seggi del Sebor, il parlamento croato.

La maggior parte dei giornali croati considera però come vero vincitore il Most (che significa ponte), nuovo partito riformatore di centrodestra fondato appena due anni fa dallo psichiatra Božo Petrov, che si è aggiudicato 19 seggi. Le due coalizioni dovranno infatti scendere a patti con Petrov, che è anche sindaco di Metković, una cittadina della Dalmazia, il quale ha già dichiarato di essere pronto ad allearsi con chi sosterrà le profonde riforme chieste dal suo partito.

Most diventa la terza forza politica
Jutarnji list

“La Croazia entra in una fase di incertezza politica”, scrive il quotidiano, secondo il quale sono quattro ora gli scenari possibili: “Una coalizione tra Most e l’Hdz; Most con l’Sdp; un scissione di Most tra Hdz e Sdp, che provocherebbe nuove elezioni, e una grande coalizione tra Hdz e Sdp”.

O Most, o nuove elezioni
Slobodna Dalmacija

Il giovane partito, formato praticamente solo da candidati senza etichetta politica, si impone come ago della bilancia della scena politica croata, osserva Slobodna Dalmacija, secondo cui “insistendo sulle riforme e senza adottare un colore politico particolare, Most ha attirato gli elettori delusi dai partiti tradizionali”. Per il quotidiano di Spalato, “se la Croazia ha votato a sinistra quattro anni fa, il principale risultato del voto di ieri è che i croati hanno scelto le riforme, chieste da Most, e in particolare la riduzione della spesa pubblica”.

 

Slobodna Dalmacija, il 9 novembre 2015. -

 

 

 

Slobodna Dalmacija, il 9 novembre 2015.

Occorre passare da Most per formare il governo
Večernji list

“I vincitori e i vinti devono mettere fine alle divisioni tra i croati e puntare alle riforme”, sottolinea Dražen Klarić. Secondo l’editorialista, “i vincitori devono trovare la forza di mettere in atto ciò che non hanno osato dire durante la campagna elettorale, e cioè che i croati devono lavorare di più e che lo stato deve essere più snello. Ma vincitori e vinti devono anche placare le passioni ideologiche che sono divampate durante i 14 mesi di campagna elettorale e che hanno lasciato profonde cicatrici nel corpo elettorale”.

 

Večernji list, il 9 novembre 2015. -

 

 

 

Večernji list, il 9 novembre 2015.

Most ha le chiavi del nuovo governo
Novi list

“C’è stata una sorpresa”, osserva il giornale. “Una formazione politica lanciata poco prima del voto, una startup con pochi mezzi nata dalla bottega di Božo Petrov e diventata, dopo il successo dei suoi candidati alle elezioni regionali, la vera vincitrice delle legislative croate. […] Ricorrendo al gergo informatico si può dire che Most punta a un ‘reset’ per la Croazia. Ed è proprio ciò di cui il paese ha bisogno: eliminare quanto c’è di inefficace ed inutile e proporre nuovi contenuti per generare una società più umana e un vero paese europeo. […] Se Most dovesse davvero diventare essenziale per la formazione di un nuovo governo si aprirebbe un nuovo capitolo della storia della democrazia in Croazia”.

Tportal
Per Tportal, invece, “l’Hdz non ha vinto come si aspettava, l’Sdp non ha perso come era previsto, mentre Most ha ottenuto più voti di quanti gliene attribuissero i sondaggi, ma anche di quanti se ne aspettavano i suoi simpatizzanti. I due grandi partiti sono condannati quindi a negoziare con Petrov, un politico serio e tosto. Ma anche la sua posizione non è molto comoda: la sua formazione è composta da politici di sensibilità diverse, mentre quelli che hanno votato per Most lo hanno fatto anzitutto per protestare contro il modello di governo dell’Sdp e dell’Hdz”.

In collaborazione con VoxEurop.

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Szydło premier, Kopacz in minoranza: in Polonia è terremoto politico (una Nazione da tenere d’occhio)

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Il Presidente polacco, Andrzej Duda, nomina la Vicepresidente del Partito conservatore PiS premier del primo Governo monocolore della storia del Paese. Il Ministro degli Esteri nominato Witold Waszczykowski promette un cambio radicale in politica estera esonerando in corsa Ambasciatori ritenuti inefficienti

Varsavia – Cambiare radicalmente gli equilibri della politica polacca in due giorni è possibile, così come dimostrato dai fatti di venerdì, 13 Novembre, giorno nel quale il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha designato nuovo premier Beata Szydło, Vicepresidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento nelle scorse Elezioni Parlamentari di Domenica, 25 Ottobre- già coordinatrice della campagna elettorale presidenziale che ha portato Duda alla presidenza lo scorso Maggio.

La Szydło, chiamata a reggere il primo Governo monocolore nella storia polacca dalla caduta del comunismo, ha già anticipato i nomi dei Ministri che faranno parte dell’Esecutivo, e, secondo fonti ben accreditate, è pronta ad esporre in parlamento il suo primo Exposé, necessario per l’ottenimento del voto di fiducia e, di conseguenza, per l’insediamento vero e proprio.

Tra i Ministri nominati, particolarmente attivo è il futuro Ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, che, senza aspettare il voto di fiducia, ha preannunciato cambi importanti nella politica estera della Polonia in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita.

Nello specifico, Waszczykowski ha preannunciato che le priorità della politica estera polacca saranno incentrate sull’Europa Centro Orientale, in linea con il progetto del Presidente Duda di rendere la Polonia il Paese leader della regione dell’Unione Europea che va dal Mar Baltico al Mar Nero.

Nell’intervista, Waszczykowski ha anche sottolineato l’opposizione della Polonia al raddoppio del gasdotto Nordstream, infrastruttura progettata dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo bypassando l’Europa Centro Orientale e rifornendo di gas, attraverso il fondale del Mar Baltico, direttamente la Germania -Paese che più di tutti sostiene il progetto, nonostante esso metta a serio repentaglio la sicurezza energetica e nazionale di Paesi membri dell’UE, quali Polonia, Stati Baltici, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Infine, Waszczykowski, dopo avere evidenziato la necessità di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti d’America, sopratutto favorendo la finalizzazione della Partnership Industriale e Commerciale Trans Atlantica -TTIP- ha dichiarato l’intenzione di richiamare alcuni Ambasciatori nominati dal precedente Governo della moderata Piattaforma Civica -PO- in Paesi chiave per il nuovo corso della politica estera polacca, tra cui l’Ucraina.

Tusk il vero sconfitto

Proprio in casa PO, la nomina del Governo Szydło, ed ancor più la sconfitta sonora subita nelle Elezioni Parlamentari, ha portato ad un rimescolamento delle carte interne con la vittoria di Sławomir Neuman nelle elezioni interne per la carica di Capogruppo e leader dell’opposizione in parlamento.

Sconfitta da Neuman nella votazione interna al Gruppo parlamentare della PO, la premier uscente, Ewa Kopacz, ha rinunciato a correre per la guida del Partito, lasciando de facto la strada spianata a Grzegorz Schetyna, ex-Ministro degli Esteri leader della fazione “conservatrice” della PO opposta a quella “riformista” della Kopacz e a quella “centrista” del Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Proprio Tusk, che ha saputo evolvere la Polonia a moderno Paese europeo in 8 anni di Governo -tanto da guadagnarsi la rielezione nel 2011 come unico premier nella storia della Polonia- è il principale sconfitto dalla situazione, in crisi com’è nelle Istituzioni Europee, con l’osteggiato PiS saldamente al potere in Polonia, e il rivale Schetyna ad un passo dal coronare il sogno di guidare la “sua” PO.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

< N.d.R. i precedenti governi avevano lentamente ma inesorabilmente aumentato la pressione fiscale fino a rendere ultimamente la Polonia poco attrattiva agli imprenditori stranieri rispetto ad altri competitors… la destra sociale, che in USA possiamo identificare con Reagan e in UK con la Thatcher in passato hanno fatto veri miracoli in economia…

teniamo d'occhio gli sviluppi futuri…

oggi i risultati di  elezioni in Croazia  e Svizzera… 

  chi sa se a Renzi fischiano le orecchie !??

Germania, Francia, Italia non riescono a ricoscere che: con gli attuali livelli di tassazione,  e conseguenti sprechi, il declino è inevitabile…

se ne sono accorti perfino i tagliagole che possono colpirci quando vogliono, e che questi attuali governanti europei, sono i maggioranza  una banda di incapaci imbelli ed innetti a tutto tranne che sperperare…

ho visto Holland cagarsi addosso in diretta mentre ad uno ad uno ammazzavano gli ostaggi…

un solo poliziotto è intervenuto ed in evidente inferiorità numerica ha ucciso un terrorista ed è stato a sua volta freddato dai teroristi (ne hanno parlato pochissimo) gli altri hanno cazzeggiato per 3 ore davani al teatro… 

sono intervenuti  due ore dopo che avevano finito le munizioni

Il caricatore standard del Kalashnikov contiene 30 cartucce, ma ve sono anche da 40 e da 75…  i testimoni hanno dichiarato che i 4 terroristi nel teatro Bataclan  hanno ricaricato almeno 4 volte  4x4x40= 640 colpi !!

purtroppo bisogna riconoscere l'evidenza e che hano ragione loro:

gli Europei si sono rincoglioniti

se ci fosse stata   Le Pen al suo posto ? (padre o figlia) sarebbe andata così ?

e se fosse successo a Roma ?  ve la immagginate la faccia di Renzi/Alfano ?

chi sa cosa avebbeo tuittato ?   … visto che non sanno fare altro…

tiro ad indovinare:    # Mamma li Turchi si salvi chi può   >

 


 

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SU COOKIES… BISCOTTINI… E ALTRI BOCCONI AVVELENATI


Oggi vi segnalo un blog underground che a mio modesto avviso presenta concetti condivisibili ed interessanti… https://liberthalia.wordpress.com/

Come certamente NON saprete, il 3 Giugno 2015 scade il termine ultimo per adeguarsi alla fondamentale normativa sulla protezione dei dati personali, che obbliga i siti internet a richiedere il permesso degli utenti ad utilizzare i cookies relativi ai servizi offerti, ai sensi del Decreto legislativo 69/2012 e 70/2012.


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Si tratta di un’altra di quelle stronzate made in Ué, scaturite dalla solerzia delle pletoriche legioni di strapagati fancazzisti implotonati a Bruxelles: gli stessi che trovano normalissimo immettere sul mercato vino senza uva o barrette di cioccolato con cacao al 3%, ma si preoccupano moltissimo dei “biscottini” elettronici [QUI], che ogni utente può disabilitare utilizzando la navigazione in incognito


Navigazione in incognito su CHROME

Tali disposizioni, condite da multe stellari per i trasgressori, ovviamente non intaccheranno di un solo centesimo il business delle grandi compagnie di merchandising; in compenso, rischiano di complicare di parecchio la vita (e la sopravvivenza) dei piccoli siti amatoriali senza alcun scopo di lucro. E sono un modo come un altro per far quattrini…
strozzate

Tuttavia, la finalità ufficiale della norma consisterebbe nel limitare la proliferazione dei “cookies di profilazione”, ovverosia:

“Quei piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. Sono usati per eseguire autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti (senza l’uso dei cookie “tecnici” alcune operazioni risulterebbero molto complesse o impossibili da eseguire). Ma attraverso i cookie si può anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di dettagliati profili dei consumatori.
E che nel caso dei cookies di profilazione possono essere utilizzati per identificare le preferenze dell’utente, eventualmente a fini di marketing e pubblicità mirata da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso.”

 

217x163xebook-cover-subscribe-form-piccolo.png.pagespeed.ic

Insomma, puoi tempestare i comuni cittadini con dozzine di telefonate moleste al giorno per vendere i prodotti più disparati, in quello che si ‘profila’ come un vero e proprio stalking telefonico, ma guai a tracciare i suoi dati di navigazione in rete!

Call center

Ovviamente, per quel che le compete, la gestione di “Liberthalia” non fa l’uno né l’altro.
Michał SędziwójIl sito è registrato a nome di Mikhail Sendivogius, il quale per incredibile possa sembrare non ricava alcun utile dal suo attivismo virtuale, collezionando in compenso con cadenza settimanale una nutrita raccolta di diffide legali, minacce anonime, e scoppiati vari che reputano un loro precipuo diritto inondare la casella elettronica del sottoscritto (che fortunatamente dispone di un ampio cestino) con i deliri più assurdi.
Nella fattispecie,
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Foss’anche sotto tortura!


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Minaccia fantasma

Siete più tranquilli ora?!?
Dite la verità… Non ci dormivate più la notte, dinanzi a così occulta minaccia!?

Fonte >> https://liberthalia.wordpress.com