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G20, via libera al piano Ocse contro evasione ed elusione fiscale. Schaeuble: le politiche espansive frenano le riforme

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Riporto (commentandolo in rosso con N.d.R:) questo articolo del:

Sabato • 20 Settembre 2014

Il G20 finanziario appoggia il piano presentato dall’Ocse contro l’evasione e l’elusione fiscale a livello globale. Il via operativo dovrebbe arrivare nel 2017, in 40 Paesi.

( il solo fatto che venga scritto al condizionale e nemmeno usando un verbo al futuro la dice lunga sulle reali capacità di concretizare l’annuncio, siamo e rimarremo a livello di annunci:  il modus operandi di Renzi e del presidente USA “abbronzato”)

Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria ha spiegato al vertice dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali a Cairns, in Australia, che il piano intende soprattutto colpire quelle multinazionali, come Google, Apple e Amazon,….

(queste tre da sole, possono, <come a kennedy>: ficcare una pallottola in testa all “abbronzato” quado vogliono)

che utilizzano strategie fiscali per eludere il fisco nazionale. «Questo è il passo più importante per modernizzare i sistemi fiscali nei prossimi cento anni».

( Dimenticano che Ronald Reagan, è in assoluto il presidente più amato dagli americani, perché ridusse al max taxation al 20% e sotto di lui l’economia usa galoppava e non strisciava come ora…)

Secondo Gurria gli sforzi per evitare l’elusione fiscale globale hanno già identificato 37 miliardi di euro di programmi per condividere informazioni fiscali da parte di 24 paesi…

( mega tangenti !!  “gnam gnam gnam”  e solo chiachiere)

«altro ancora» succederà in futuro.

L’obiettivo à quello di contrastare le «pratiche aggressive che erodono la base imponibile e spostano artificialmente gli utili verso giurisdizioni a basso carico fiscale».

( traduco : evitare di farselo mettere in culo da questa mandria di parassiti !!)

Il riferimento è alla prassi ormai diffusa di stabilire sedi in Paesi con fiscalità leggera, come l’Irlanda, e creando strutture societarie che consentono, finora in maniera del tutto legale, di fare letteralmente scomparire enormi quote di flussi finanziari finendo per dichiarare cifre irrisorie in Paesi in cui le aziende fanno consistenti ricavi. Con questi sistemi molte multinazionali, non solo Usa e non solo colossi del web, hanno accumulato un tesoro esentasse da decine di miliardi.

( e quello che questi meno sopportano, e che tutto questo avviene ed avverrà, senza che a loro arrivi un becco di un quattrino delle grasse tangenti a cui sono abituati. 

in sintesi se alla fine Google, Apple e Amazon,   sganceranno sotto banco lussuriose e cospicue tangenti, a questi affamati qui sotto,  il problema si risolverà in un attimo…   guardate come sono felici quando si siedono a tavola !!  colleghi politici…  se magna !!)

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Continuano le punture di spillo tra Germania e Bce
sollecitazioni in materia di tasse e investimenti da parte della Bce.

Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble ha risposto rilanciando l’allarme su politiche troppo espansive, che frenano le riforme strutturali e sui rischi di possibili bolle finanziarie che pendono sui mercati azionari e su quelli immobiliari. «Ha messo in evidenza ancora una volta – spiega un delegato tedesco dal G20 finanziario di Cairns in Australia – che le politiche monetarie e di bilancio espansive riducono le pressioni per portare avanti le riforme strutturali». Attenzione, però: secondo Schaeuble le politiche attuali sono adeguate alla situazione ma possono creare pericoli alla stabilità nel lungo periodo, mentre le riforme strutturali e il consolidamento di bilancio sono necessarie per creare le basi di una crescita sostenibile.

Sull’argomento è tornato anche il numero uno della banca centrale tedesca (Bundesbank), Jens Weidmann, secondo il quale «la politica monetaria non dovrebbe essere caricata di troppe aspettative e non le dovrebbe venire chiesto di fare trucchi che non può fare». Il membro del board della Bce ha sottolineato anche limiti dell’azione dell’Eurotower nei confronti della crescita. Politica che «non dovrebbe essere espansionistica più a lungo del tempo necessario ad assicurare la stabilità dei prezzi».

Lew: bisogna fare più sforzi per la crescita
È necessario fare «più sforzi» per la crescita mondiale. Lo ha affermato il segretario al Tesoro americano, Jack Lew. «Nel complesso l’economia mondiale continua ad avere delle perfomance» economiche «insufficienti. E questo vale soprattutto per l’area euro e il Giappone». Gli Stati Uniti «continuano a essere una fonte importante per l’economia mondiale».

Porte aperte alla Russia di Putin
Il ministro del Tesoro australiano, Joe Hockey, ha detto che il G20 mantiene le porte aperte alla Russia nonostante il suo ruolo nella crisi dell’Ucraina. «Se una parte deve essere esclusa per varie ragioni, c’è bisogno dell’accordo di tutti i soggetti nel G20», ha osservato. Il ministro ha spiegato di aver sondato gli interlocutori e che «per vari Paesi è importante che le porte rimangano aperte alla comunicazione e per affrontare alcune tensioni geopolitiche che coinvolgono la Russia».

«Naturalmente speriamo che la Russia (e Putin ,ndr) partecipi al G20», ha aggiunto Hockey, in vista del vertice dei leader che si terrà a Brisbane a novembre. A Cairns è presente una delegazione russa, guidata dal vice-ministro delle Finanze, Sergei Storchak. I membri del G20 sono l’Ue, il G7 (Usa, Canada, Giappone, Italia, Germania, Gb e Francia), Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Messico, Russia, Sudafrica e Turchia.

( è ovvio che di fronte a questi nani Putin si senta un gigante e ostenti forza muscolare che nemmeno il presidente abbronzato può contrastare….  

gli americani facevano meglio ad eleggere Ballottelli )

 

Delegates of the G20 Finance Ministers and Central Bank Governors Meeting talk as they arrive for an official photograph in the northern Australian city of Cairns

Puttane,  puttanieri,  nani e ballerine….  non c’è ne uno che si salvi….

 

 

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Datagate: Skype nel mirino, “violava privacy”. Ma le alternative sono poche

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di | 12 luglio 2013

Edward Snowden contro Microsoft: “Fbi e Nsa hanno accesso a tutte le conversazioni”. Del resto, stando a quanto rivelato dal Guardian, l’azienda fondata da Bill Gates avrebbe un ruolo di primo piano nella rete di spionaggio globale messa in piedi dai servizi segreti statunitensi. Cosa usare allora per essere sicuri? Le opzioni non mancano: da Trillian a Heml.is, anche se si tratta di progetti in fase iniziale

Fbi e Nsa hanno accesso a tutte le conversazioni su Skype”. Le nuove rivelazioni di Edward Snowden mettono sotto accusa Microsoft, già sospettata di aver demolito le garanzie sulla privacy.

Le tanto attese nuove rivelazioni della “gola profonda” Snowden sono finalmente arrivate. E questa volta l’ex tecnico Cia punta direttamente al bersaglio grosso: quella Microsoft che fino a ora sembrava essere stata coinvolta solo parzialmente nell’affaire Prism. Stando a quanto rivelato dal Guardian, l’azienda fondata da Bill Gates avrebbe un ruolo di primo piano nella rete di spionaggio globale messa in piedi dai servizi segreti statunitensi, con accordi che consentono agli 007 made in Usa di accedere a tutte le informazioni che transitano sui server dei servizi Microsoft. Oltre ai servizi di posta elettronica Hotmail e Outlook.com, nell’occhio del ciclone finisce anche Skype, il software di chat e chiamate audio/video più diffuso al mondo. Una bella mazzata per Microsoft, che giusto l’aprile scorso aveva lanciato una campagna pubblicitaria con lo slogan “Your privacy is our priority”. Ora, stando ai documenti divulgati da Snowden, sembra che la “priorità della privacy” arrivi dopo l’obbedienza alle richieste delle agenzie governative Usa. La rituale smentita da parte dei vertici di Microsoft, naturalmente, è arrivata a stretto giro di posta.

Il paradosso è che, in quanto a privacy, Skype finora se l’era tutto sommato cavata bene. In primo luogo in virtù delle sue origini: i suoi ideatori Niklas Zennström e Janus Friis vantano nei loro curricula la creazione di Kazaa, uno dei più conosciuti software di file sharing. Gente che, almeno nell’immaginario collettivo del web, ha nel Dna una forte allergia nei confronti dei sistemi di controllo su Internet. Al punto che più di una volta Skype è stato messo all’indice proprio per le sue caratteristiche di “sistema di comunicazione inviolabile”, che avrebbe offerto l’impunità a criminali e terroristi che volessero eludere i controlli delle forze dell’ordine. La struttura di Skype garantisce la privacy attraverso due elementi: una rete “distribuita” senza server centrali o punti di controllo che possano bloccare o controllare le informazioni trasmesse e un sistema di crittografia basato su Aes (usato come standard a livello governativo e militare anche negli Usa) per la crittografia delle comunicazioni.

Nel maggio 2011, quando Microsoft ha acquisito Skype pagando la cifra record di 8,5 miliardi di dollari, le cose hanno cominciato a cambiare. Passa appena un anno e l’azienda fondata da Bill Gates modifica radicalmente la struttura della rete Skype smantellando il “sistema distribuito” dei supernodi e affidando la gestione delle comunicazioni a un sistema di server centralizzati. La scoperta è fatta da Kostya Kortchinsky, un esperto di sicurezza che si è accorto del cambiamento analizzando la rete Skype mentre indagava su una possibile vulnerabilità del software. La giustificazione dell’azienda, in questo caso, è che il numero di utenti (nel frattempo salito a oltre 30 milioni) non consente più di utilizzare il “vecchio” metodo di trasmissione distribuito, che genererebbe un traffico ingestibile. Già nel maggio del 2012, Skype è diventato un sistema centralizzato protetto da un sistema di crittografia proprietario di cui nessuno conosce l’esatto funzionamento.

L’ombra delle intercettazioni, però, aveva fatto la sua comparsa ancora prima. Appena un mese dopo l’acquisizione della software house, i siti specializzati riportavano il contenuto di un brevetto depositato dalla casa di Redmond presso lo Us patent and trademark office (Uspto). Oggetto del brevetto: un sistema di intercettazione predisposto dal produttore e già pronto per l’utilizzo su richiesta dei governi chiamato “Legal intercept”. Nel documento viene descritto un sistema che permetterebbe di applicare al protocollo Voip i sistemi di intercettazione usati con i “vecchi” telefoni. Il deposito della richiesta di brevetto è datato 23 dicembre 2009.

Con simili premesse è facile capire come le ultime rivelazioni del Guardian trovino terreno fertile per far sorgere qualche dubbio sul livello di privacy garantito da Skype. Tanto che sul web cominciano a rincorrersi le voci riguardanti possibili alternative al programma. Da un punto di vista del semplice software le opzioni non mancano: Trillian, per esempio, è un programma multipiattaforma in grado di accedere anche alla rete Skype. Visto però che non si conoscono i dettagli dell’ipotetico sistema di intercettazione a disposizione della Nsa, l’uso di un software alternativo che utilizza la stessa rete non offre grandi garanzie di sicurezza. E qui sorgono i maggiori problemi relativi all’ipotesi di “successione” a Skype. Il software acquistato da Microsoft, infatti, è ormai uno standard riconosciuto, come lo era il vecchio Icq ormai 12 anni fa. Quello che i “dissidenti” vorrebbero è un sistema interamente nuovo che abbia caratteristiche tali da offrire le massime garanzie in tema di privacy. In pole position c’è Heml.is, un sistema di chat per smartphone ideato da Peter Sunde, Leif Högberg e Linus Olsson (co-fondatore di Pirate Bay). Ma il progetto, per il momento, è in fase di incubazione e gli aspiranti sostenitori possono contribuire facendo una donazione (anche anonima) attraverso il sito ufficiale.

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Umberto Rapetto: Web e privacy: iCloud, dalla estraneità di Apple al rischio pedopornografico

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di | 4 settembre 2014

Avevo assistito a scuse meno attendibili di quelle di Apple solo vedendo la scena dei Blues Brothers in cui John Belushi – acciuffato dalla fidanzata abbandonata ed armata di fucile mitragliatore – cerca di giustificare il mancato matrimonio citando disgrazie bibliche (cavallette incluse) e chiude urlando un angosciato “Non è stata colpa mia”.

Il clamoroso episodio della divulgazione di immagini più o meno imbarazzanti e comunque non proprio destinate ad essere utilizzate per la patente o il passaporto di VIP o di loro conoscenti ha palesato tre fattori di sconforto: la sottovalutata vulnerabilità del cloud computing, la scarsa padronanza degli utenti nell’avvalersi dei propri dispositivi tecnologici, l’assoluta indifferenza di chi vende oggetti rispetto l’uso che ne viene fatto e le conseguenze che ne possono derivare.

Cominciamo con il “cloud”. Il termine significa “nuvola” ed è utilizzato perché una nube disegnata in modo molto elementare è il simbolo che identifica una rete telematica geografica nell’ambito dei diagrammi di flusso che descrivono un programma informatico o una qualunque procedura.

I dati non conservati sull’apparato a disposizione dell’utente non rappresentano la novità che invece è stata contrabbandata da chi cerca di vendere questo tipo di servizio: chi è vecchio del mestiere (o anche semplicemente vecchio) rammenta che un tempo negli uffici non c’erano i PC ma semplici terminali – fatti di tastiera e monitor – che utilizzavano dati residenti altrove ossia su un sistema centrale. A voler esser precisi nemmeno la copia dei dati piazzata da un’altra parte è una “genialata” di questi ultimi tempi, perché già cinquant’anni fa lo facevano (con grande attenzione e rigide precauzioni) banche ed aziende che volevano assicurarsi la continuità operativa in caso di guasto, emergenza o calamità naturale.

Molti – a dispetto dei recenti fatti – continuano a celebrare i vantaggi di questa soluzione, dimenticando la banale controindicazione che le proprie cose siano nella disponibilità di sostanziali sconosciuti che gestiscono il servizio e alla mercé di ancor più ignoti malintenzionati che possono liberamente accedere e scorazzare in modo virtuale nei centri di elaborazione dati che offrono l’opportunità “cloud”.

Nel basso Piemonte c’era una maschera tradizionale che – meno fortunata di Arlecchino, Balanzone e Brighella – non si è mai guadagnata l’immortalità, ma che in questo momento si affaccia come un demone sulla scena. Si chiamava Garbuja e la sua caratteristica era il nascondere i propri soldi nelle tasche degli altri per evitare di esser derubato…

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Chi, per uso personale o per finalità professionali e aziendali, ha scelto il “cloud”, si è mai domandato cosa succede se il depositario interrompe il servizio, se scompare, se chiede un riscatto per le informazioni che non intende rilasciare? Qualcuno sa dove si trovano fisicamente i propri dati, anche se ha stipulato un contratto con un provider italiano? Qualche altro lettore ha certezza delle misure di sicurezza adottate da chi presta il servizio? Potremmo continuare, ma forse può bastare.

Veniamo agli utenti e a chi …li arma. Sono tantissimi quelli che adoperano qualunque aggeggio tecnologico con la stessa leggerezza con cui un ubriaco maneggia un’arma rinvenuta casualmente. Per fortuna lo smartphone non spara colpi destinati a trafiggere l’interlocutore telefonico, né il tablet esplode fragorosamente mutilando chi lo tiene tra le mani. Eppure questi utilissimi oggetti sono sempre più spesso all’origine di situazioni “fastidiose” che a volte hanno i connotati della tragedia o della fattispecie penale.

La voglia di ostentare il dispositivo alla moda prevale su un legittimo dover sapere come funziona davvero e cosa mai potrebbe capitare.

E così si assiste al download irresponsabile di “app” che possono celare fregature epocali: la gratuità di un programmino ha il sopravvento sulla paura che ci possa essere una trappola. Qualche reminiscenza scolastica forse potrebbe aiutare e il ricordo delle opere omeriche non escluderebbe il ligneo destriero portato in omaggio alla città di Troia…

Quanti hanno pensato che i propri dati – parcheggiati in “cloud” poco importa presso chi – potessero diventare pubblici o finire semplicemente nelle mani sbagliate? Quanti hanno creduto che la soluzione fosse affidabile, sicura e addirittura impenetrabile?

E chiudiamo con i fornitori, certamente molto interessati al crescente numero di zero che individuano la coda dei propri ricavi e un pochino meno alla sorte di chi vi si affida. Gli operatori si ritengono estranei al verificarsi di incidenti come quelli recentemente balzati in prima pagina e attribuiscono la responsabilità dell’accaduto all’imperizia e all’imprudenza delle stesse vittime.

Che i malcapitati abbiano qualche colpa non c’è dubbio, ma è altrettanto certo che i fornitori di un determinato servizio conoscano i malvezzi dell’utenza e debbano implementare soluzioni di sicurezza “proporzionali”. Purtroppo l’importante è vendere, incrementare il numero dei clienti, veder impennare il grafico dei profitti, “fare numeri”.

Se un piccolo kit di programmi scaricabili da Internet (“iBrute” e tanti altri) permette di scardinare le serrature chiuse non solo da password troppo elementari, perché non sono state adottate idonee contromisure?

Un’ultima riflessione. Cosa succede se nella carneficina digitale ci finisce il telefonino in uso ad un minorenne che ha scattato qualche fotografia “di troppo” alla prosperosa fidanzatina? Quelle immagini potrebbero finire in Rete, propagarsi in un irreversibile processo di condivisioni virali, colpire l’aspirante pin-up e innescare una serie di ulteriori conseguenze. Senza considerare il traumatico impatto psicologico sui protagonisti del reportage, le foto (vista l’età di chi vi è ritratto in versione “nature”) costituiscono materiale di pornografia infantile o pedopornografia che dir si voglia. L’identificazione di chi è stato immortalato avviene spesso per denuncia dell’interessato che non fatica ad indicare il novello David Hamilton. I rispettivi file contengono data, ora e luogo dello scatto nonché tipo e caratteristiche dell’apparato che le ha realizzate. E il cerchio si chiude rapidamente.

Rinvenuto ed esaminato con metodologia forense lo smartphone, toccherà all’intestatario dell’utenza (il genitore o altro soggetto maggiorenne) fornire le spiegazioni del caso… E pensare che è tutto cominciato con una nuvola che non sembrava celare una tempesta.

@Umberto_Rapetto

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“Back to the Future”… ho un sogno: ritornare a lavorare e guadagnare come negli anni 60… Fatti una llc-DE > Sh.p.k.

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Fondare una llc-DE, e con essa attraverso uno studio di legali/commercialisti gestito a Durazzo da laureati Italiani costituire una Sh.p.k. ( una S.r.l Albanese),….  ovvero ritornare in un attimo nell’Italia degli anni sessanta,  dove si lavora e si guadagna senza nessun parassita alias “odierni politici/burocrati italici”….   e non lo dico io, lo dice  Unioncamere !!

Forse una soluzione non alla portata di tutti, ma che certamente può radicalmente cambiare la vita per molti imprenditori disperati e/o neofiti giustamente terrorizzati del presente italico !

Tratto il    Tuesday, 02 September 2014  da

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Albania – Sistema fiscale

Attualmente il quadro normativo regolante il sistema tributario in Albania è costituito principalmente dalle seguenti leggi e successive modifiche e dalla loro normativa di attuazione:

-Legge n. 9975 del 28.07.2008 “Le tasse nazionali”;

-Legge 9632 del 30.10.2006 “Il sistema tributario locale”;

-Legge n. 8438 del 28.12.1998 “L’imposta sui redditi nella Repubblica d’Albania”;

-Legge n. 7928 del 27.04.1995 “L’imposta sul valore aggiunto”;

-Legge 8976 del 12.12.2002 “Le accise”;

-Legge 9920 del 19.05.2008 “Le procedure tributarie nella Repubblica d’Albania”.

Inoltre, la Decisione n. 55 del 03.02.2010, del Consiglio dei Ministri “Sulle dichiarazioni telematiche obbligatorie riguardanti le tasse ed altri documenti relative alle tasse”, come enunciato dal nome stesso, rende obbligatoria la modalità telematica per le dichiarazioni fiscali.

Cambio al 02/09/2014      1€ = 140 Lek        1000 Lek = 7.15 €

Imposte dirette

L’imposta sul reddito è regolata dalla legge n.8438 del 28 dicembre 1998, più volte emendata, e viene applicata senza distinzione sia agli operatori locali che stranieri. I residenti sono tassati sulla base dei loro redditi complessivi, mentre i non residenti sono soggetti soltanto per il reddito generato in Albania. La tassazione sui redditi viene applicata da gennaio 2008 con un’aliquota unica del 10% (precedentemente era progressiva dal 5% al 30%) alle seguenti categorie:

– Salari e altri benefit addizionali legati alle esistenti relazioni lavorative

– Redditi derivanti dai profitti fatti come partner o azionista di un’impresa commerciale

– Redditi derivanti dai tassi di interesse di banche o investimenti

– Redditi derivanti dal copyright e dai diritti di proprietà intellettuale

– Redditi derivanti da prestiti e affitti (escluso quelli derivanti da attività commerciali)

– Redditi derivanti da trasferimenti dei diritti di proprietà di beni immobili

– Redditi derivanti da lotterie, giochi d’azzardo e casinò

I redditi da locazione, i dividenti , gli interessi , i redditi come partner, royalties ed altri tipi di redditi personali sono tassati forfettariamente al 10%. Per le lotterie, i giochi d’azzardo e casinò si prevede un 20%. Dal 1 gennaio 2006 il trasferimento dei diritti di proprietà dei beni immobili è tassato progressivamente dallo 0,5 al 3% del valore lordo della proprietà in seguito al pacchetto fiscale 2005.

Il reddito minimo su cui non c’è tassazione è di 10.000 Lek mensili, mentre alcune categorie esentate dal pagamento sono gli individui che hanno lo status diplomatico, i pensionati che ricadono sotto il sistema della previdenza sociale e i disoccupati che godono del sussidio di disoccupazione.

Per quanto riguarda le imposte sui redditi da luglio 2007 l’aliquota applicabile è unica ad un tasso del 10%, inoltre al di sotto di 30.000 Lek la tassazione avviene su 10.000 Lek .

La Legge n. 8438 prevede l’esenzione fiscale per le piccole imprese. Dal mese di gennaio 2006, i piccoli imprenditori (persone fisiche o giuridiche) che realizzano un fatturato annuo lordo massimo pari a 5.000.000 Leke sono soggetti alla tassa locale sulla piccola impresa, disciplinata dalla Legge n. 9632 del 30 ottobre 2006 “Il sistema delle tasse locali” e successive modifiche (“Legge n. 9632”). Queste tasse vengono riscosse dall’Ufficio delle Tasse e delle Imposte del Comune di competenza e confluiscono nel budget comunale.

Secondo la Legge n. 9632, ogni contribuente deve iscriversi nel registro delle imposte locali prima di iniziare la propria attività. L’ammontare della tassa locale sulla piccola imprenditoria viene determinata in base al volume di affari realizzato durante l’anno fiscale e varia anche in base al tipo di attività svolta ed al luogo in cui essa viene esercitata.

La base imponibile è determinata dalla risultanze del bilancio annuale che deve essere depositato entro il 31 marzo dell’anno successivo all’esercizio di riferimento. L’anno fiscale corrisponde all’anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Sono considerati imponibili, tra gli altri, gli utili come risultanti dal bilancio, i dividendi azionari distribuiti, gli interessi bancari su depositi e titoli, i redditi da contratti di locazione, enfiteusi e da trasferimento di proprietà immobiliari. Non sono soggetti a tassazione i dividendi distribuiti a persona giuridica residente da società, consorzi o gruppi di società che abbiano sede legale e gestiscano effettivamente la propria attività economica in Albania nel caso in cui il soggetto percipiente sia già assoggettato all’imposta sui redditi e lo stesso possieda nella società che distribuisce i dividendi una partecipazione azionaria superiore al 25% o, se si tratta di un consorzio, una partecipazione superiore al 25% del capitale sociale.

I costi deducibili sono quelli necessari per la formazione, l’assicurazione e il mantenimento del reddito. In altre parole, il deprezzamento del patrimonio è alla base della deducibilità dei costi. La legge n. 8438 del 1998 contiene una elencazione analitica delle spese non deducibili. Non possono essere dedotte, tra le altre, le spese inerenti all’acquisto, miglioramento, rinnovo e ricostruzione di beni ammortizzati, i versamenti per contributi previdenziali volontari, i versamenti per l’aumento di capitale, i dividendi societari, gli interessi su prestiti ricevuti che eccedano il tasso massimo dichiarato dalla Banca d’Albania, le spese di rappresentanza e per ricevimenti che eccedono il 3% dei flussi di cassa annui, le spese per sponsorizzazioni che eccedono il 3% del reddito ante imposta e le sponsorizzazioni per l’editoria che eccedono il 5% del reddito non tassato, le spese per donazioni, i consumi personali, gli interessi passivi corrisposti su prestiti che eccedano quattro volte l’apporto del socio al capitale sociale (non concerne le banche, le compagnie di assicurazione e di leasing), le multe, le ammende, le morosità e le penali, i salari dei dipendenti e qualsiasi altra forma di compensazione connessa al rapporto di lavoro il pagamento dei quali non passa attraverso il sistema bancario, cosi come ogni altra spesa che non sia documentabile. Non sono infine deducibili le perdite derivanti direttamente dalle sommosse verificatesi in Albania negli anni 1996 e 1997.

Imposte indirette

IVA

La principale imposta indiretta è l’imposta sul valore aggiunto (IVA), entrata in vigore nel luglio del 1996(legge n. 7928). L’imposta è applicata sia alla vendita di beni sia di servizi, ed ha un’aliquota standard pari al 20%, anche se il governo in carica vorrebbe abbassarla al 17% ed introdurre un’aliquota separata del 6% per l’elettricità. Tuttavia, sono previste alcune esenzioni che riguardano principalmente alcuni servizi finanziari nonché le esportazioni ed i servizi internazionali (come il trasporto di beni e persone). I beni temporaneamente importati destinati al processo produttivo sono ugualmente esenti dall’I.V.A. L’imposta va corrisposta entro il 14° giorno del mese successivo alla transazione.
ACCISE

La precedente normativa sulle accise è stata abrogata e sostituita dalla Legge n. 8976 del 12.12.1998, integrata dalla Legge n. 9041 del 27.3.2003 e, più recentemente, modificata dalla Legge n.9136 del 27.12.2003, dalla Legge n.9328 del 06.12.2004, dalla Legge n.9598 del 27.07.2006, dalla Legge n.9714, 9765, 9854 del 2007, dalla Legge n.9954 del 26.06.2008, dalla Legge n.10067 del 02.02.2009 e dalla Legge n.10147 del 28.09.2009.

Le accise si applicano ad un numero limitato di prodotti destinati al consumo interno di massa: in particolare, sul tabacco ed i suoi derivati, sui derivati del petrolio, sulle bevande alcoliche, sulle bevande analcoliche e sul caffè, nonché su profumi e deodoranti.

Per i tabacchi ed i prodotti del tabacco si applica un’aliquota che va da 40 Leke a 2.500 Leke/kg. Per le bevande alcoliche e per i liquori si applica un’accisa da 20 Leke/litro a 400 Leke/litro, mentre per gli analcolici un’accisa pari a 2 Leke/litro. Per il caffè l’accisa varia tra i 50 ed i 250 Leke/kg. Le accise dei prodotti derivati dal petrolio variano da 0 Leke/litro a 50 Leke/litro. Per le merci importate, l’imposta viene calcolata sul valore doganale maggiorata dei dazi doganali.
Imposte nazionali

La Legge n. 9975 del 28.07.2008 stabilisce le tasse applicabili a livello nazionale e disciplina la loro esazione.

Le tasse nazionali sono:

  • tasse portuali;
  • la tassa annuale di circolazione degli automezzi;
  • la tassa ambientale composta da: tassa su importazione di automezzi usati; tassa sul carbone, benzina e gasolio; tassa sugli involucri di plastica per i liquidi prodotti localmente o importati;
  • tassa e royalty minerarie;
  • tassa sugli atti (imposta di registro) e di bollo;
  • tassa per la registrazione dei giochi d’azzardo, la lotteria nazionale, le scommesse sportive, il casinò e le gare ippiche;
  • tasse sulla pesca.

Imposte locali

La Legge n. 9632, sul “Sistema Fiscale Locale”, come modificata dalla Legge n. 10 146, del 28 settembre 2009, disciplina le imposte da versare alla locale autorità fiscale.

Secondo la suddetta legge sono considerate imposte locali: l’imposta sulla piccola impresa l’imposta sulla proprietà immobiliare (fabbricati e terreni agricoli), l’imposta sulla permanenza negli alberghi (aliquota del 5% sul prezzo di pernottamento a carico del cliente con versamento a carico del gestore entro il 5 di ogni mese), l’imposta sulle nuove costruzioni per le infrastrutture (l’aliquota è dell’1% fino al 4% del valore dell’investimento, mentre per il Comune di Tirana è dal 2% al 4% a carico dell’investitore), l’imposta sul trasferimento del titolo di proprietà sugli immobili, l’imposta di registrazione dei veicoli (è a carico del proprietario ed è stabilita in base al tipo di veicolo), la tassa per l’utilizzo di spazi pubblici (tassa mensile calcolata in base alla superficie occupata), la tassa sulla pubblicità e la nettezza urbana, le tasse temporanee.
Imposta sui fabbricati: si calcola in base alla superficie dei fabbricati ed è annuale. L’imposta sui fabbricati varia a seconda del distretto in cui il fabbricato è situato. Per esempio per i distretti di Tirana e Durazzo si applicano le seguenti imposte: fabbricati ad uso commerciale 200 Leke/m2; edilizia residenziale da 15 a 30 Leke/m2 e; altri 50 Leke/m2. L’imposta sui fabbricati è inferiore negli altri distretti.
Imposta sui terreni agricoli: si calcola in base al terreno posseduto dal proprietario, è annuale e varia a seconda della categoria di terra e all’ubicazione del terreno stesso. Per i distretti di Tirana e Durazzo si applica una tassa da 1.800 Leke/ett. a 5.600 Leke/ett.
Imposta sul trasferimento della proprietà immobiliare: il pagamento di tale imposta grava sul venditore dell’immobile ed è condizione necessaria affinché si possa procedere alla registrazione dell’immobile presso l’Ufficio di Registrazione delle Proprietà Immobiliari. Per quanto riguarda le proprietà immobiliari in genere l’imposta deve essere corrisposta secondo l’aliquota del 2% calcolata sul prezzo di vendita. Mentre, per quanto riguarda i fabbricati la base dell’imposta è costituita dalla superficie degli stessi. Tale somma varia a seconda dei distretti in cui il fabbricato è ubicato ed a seconda della categoria.

 

Il governo albanese ha varato, nel gennaio 2009, una diminuzione della tassazione locale per le società che investono in importanti progetti infrastrutturali o nel settore energetico (è prevista l’applicazione di un’aliquota dello 0,1%). Inoltre, nell’aprile 2009, il Parlamento ha approvato una legge di modifica della tassazione locale allo scopo di diminuire la pressione fiscale sulla piccola imprenditoria, mediante l’applicazione di un tetto massimo del 10% alle imposte locali dovute.

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Per gli iscritti a elusione-fiscale.com sono riuscito a spuntare queste tariffe privilegiate:

costituzione di una Sh.p.k. capitale 1 € compreso apertura C/C      Totale 1000€
mantenimento compreso contabilità e dichiarazioni 2000
Domiciliazione 1200 (in Slovenia mi sparano 250/mese + 200/mese per l’affitto sede, ed in Austria anche di +) 

NB.  prezzi che comportano almeno una presenza in banca e dal notaio a Durazzo

per procura almeno 300€ in più di spese (notarizazioni, corrieri, deleghe, etcc)

Segretaria 4 ore al giorno compreso i contributi 500 euro mese,  in pratica ti fa le fatture e soprattutto risponde alle mail e risposta telefonica inglese e italiano, oltre ovviamente albanese ,  (un vero front office di lusso).

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Volo andata e ritorno da Venezia con Alitalia a partire da 150€

possibilità auto + autista privato a disposizione per tutta la permanenza a prezzi modici

Hotel sul lungo  mare

(potete lasciare la moglie in spiaggia, a prendere il sole, mentre vi recate dal notaio)

crocera da Trieste con cabina x 4 persone da circa 600€

( da TS andata e ritorno da dividere in 4 ,  2+2 giorni di navigazione;

andata da trieste in traghetto ritorno Alitalia in 4 x circa 200/250€ a testa

<dipende dalle offerte>)

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Round trip: VCE, TSF, TRS, BLQ, FRL to Tirana

Not Multiple Airlines
Only nonstop
Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A
11:20m.
set 28
1:00p.
1h 40m VCE to TIA
10:10m.
ott 1
11:50m.
1h 40m TIA to VCE
Cost per passenger (including taxes & fees) € 149,62
Total cost for 1 passenger € 149,62
Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A
12:35p.
set 28
2:10p.
1h 35m BLQ to TIA
10:10m.
ott 1
11:50m.
1h 40m TIA to VCE
Cost per passenger (including taxes & fees) € 149,62
Total cost for 1 passenger € 149,62
Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A
11:20m.
set 28
1:00p.
1h 40m VCE to TIA
10:00m.
ott 1
11:35m.
1h 35m TIA to BLQ
Price for 1 adult
Ticket cost per passenger € 155,62
Total cost for 1 passenger € 155,62      uguale anche  nello schema a seguire
Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A
12:35p.
set 28
2:10p.
1h 35m BLQ to TIA
10:00m.
ott 1
11:35m.
1h 35m TIA to BLQ —