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la grande pagliacciata

http://gaggianomarco.files.wordpress.com/2014/03/24181.jpg?w=326

questo articolo è il seguito del precedente,

  per la comprensione necessita la previa lettura di:

Un lettore 82enne mi deride… “E va da sé che mal gliene incolse.

 

Gli studi di settore sono la più grande "pagliacciata giuridica" che mai al mondo sia stata qualificata legge…

infatti esiste solo in Italia… in pratica lo Stato Delinquente (perché foraggia le ruberie dei politici e delle mafie a tutti i livelli)
pretende che il cittadino, non possa smettere di lavorare quando e come gli pare o piace , ma lo costringe a produrre forzatamente e sotto minaccia,

la quantità di reddito che pare e piace allo Stato criminale… esempio pratico se secondo loro io devo produrre 100 a fine anno ne produco 40…
mi chiedono 60 in più perché così pare e piace a loro, ed inoltre non te lo dicono in anticipo: cittadino, se il prossimo anno non produci 100, io Stato, ti rompo i coglioni e ti pignoro la casa !!
NO !! te lo comunicano 4/5 mesi dopo che hai chiuso il bilancio
( tu chiudi al 31 dicembre, loro te lo comunicano a maggio seguente), in base alle loro necessità di cassa, (come dire che, se non sei un evasore: sei un coglione) un estorsione legalizzata vera e propria, se lo comunicassero in anticipo, quanto pretenderanno, una bella fetta di schiavi/sudditi li manderebbe a cagare all'istante e passerebbe al sud in clandestinità a lavorare in nero…

e poi si domandano come mai nessuna persona sana di mente viene più ad investire in Italia, si confrontino le statistiche del periodo del governo Craxi, sugli investimenti stranieri e sul fatturato delle aziende estere in Italia…. e poi hanno il coraggio di dire che Craxi era un delinquente….

condannano Berlusconi per evasione fiscale… stiamo aspettando ancora che condannino qualcuno per Telecom Serbia e per la casa di Montecarlo di Fini & Tulianos….

Ah frave !! manda nà cassa de aranci dè 1° qualità a Fini, D'Alema, Prodi, Bersani, Napolitano….. che gli fanno bene !!!

vedrai che non te la mandano indietro…. sono talmente abituati alle regalie, che non si preoccupano nemmeno di sapere chi gliele ha mandate e tanto meno, chi le ha pagate, proprio come Claudio Scajola che disse che Anemone aveva versato gli assegni (1milione200mila€ per comprargli la casa vista Colosseo) a sua insaputa !!

Ah frave !! ti mando l' IBAN… comprami una casa a mia insaputa…
solo 100mila€… in Austria ovviamente… te lascio pure la nuda proprietà !!

Ah frave !! paga le tasse per foraggiare questi >>

 

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Un lettore 82enne mi deride… “E va da sé che mal gliene incolse.


Citazione Originariamente Scritto da frave Visualizza Messaggio

Nel tuo " pacchetto ", sono incluse le arance per quelli che finiranno a San Vittore ?

Sul sito Paradisi-Fiscali.com

 

chi cazzo sei ??

uno statale di m**da o un politico idem ??

non hai visto l'ultima puntata di Report della Gabanelli ??

perché lo stato italiano continua a rompere il cazzo a Maradona,
se tutto il mondo sa che ha ragione lui ??

se siamo a questo punto è perché mentre in Inghilterra e USA hanno avuto trent'anni fa Ronald Reagan e Margaret Thatcher ,

l'Italia ha avuto Prodi e D'Alema !!


notare la somiglianza con Iosif Stalin,

Berlusconi ha perso le elezioni nel 2006 perché invece di licenziare 1 milione di statali ed abbassare le tasse, come aveva promesso, ne ha assunti a fine mandato 170.000 in più…

Presto, molto presto, non ci saranno i soldi per pagare le pensioni, finora ci sono riusciti solo attraverso trucchi e artifici contabili,

vedremo se quando non ti arriverà la pensione e/o ti esproprieranno con una bella patrimoniale, almeno 1/3 di quello che ritieni tuo… avrai ancora voglia di deridere… chi dopo una vita di lavoro si trova espropriato di tutto e senza la minima speranza di avere un minimo di pensione (pago i contributi da quando avevo 18 anni )…

Credi di mettermi paura con le tue fregnacce ?? Il 6 giugno sarò per l'ennesima volta alla A.d.E. per un ennesima contestazione….
questa volta vogliono da me 65mila € in più di quanto dichiarato e che mi sono già rifiutato di pagare, in base ai loro farneticanti studi di settore….
vuoi che ti scriva il numero di protocollo ?

Questa volta sono stufo, li manderò brutalmente a cagare, se vuoi puoi venire ad assistere, l'ultima volta il mio commercialista s'è pisciato addosso dal ridere, questa volta cambio tono… o la finiscono di tentare di estorcermi dei soldi che fra l'altro non ho, o li porto in corte Europea a Strasburgo !

Lo sanno benissimo chi sono e dove trovarmi (tant'è che loro ed Equitalia mi notificano regolarmente) se non sono ancora venuti a prendermi, come dici tu, e perché hanno molta più paura di me, loro, di quanta ne abbia io di loro !!

PS anche mio padre che ha 86 anni soffre di un po di demenza senile… non si ricorda più chi ha ucciso suo padre ( nel 1944 )…9° corpus

Io invece non me lo scordo : i partigiani comunisti del  di Tito (con altri 25mila solo a Gorizia), sodali di quella mummia che regna in quel di Roma e tutti osannano (gli Americani avrebbero dovuto impiccarlo insieme a Togliatti nel 1948 come hanno fatto con quelli di Norimberga, per par condicio).
Leggiti la lettera di Togliatti a Stalin, in cui invita il dittatore a sopprimere il maggior numero possibile di prigionieri di guerra italiani, per far trionfare il comunismo in Italia !!

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L’elusione fiscale e il principio del divieto di abuso del diritto

L'elusione fiscale e il principio del divieto di abuso del diritto

Autori: Beghin Mauro

Editore: Cedam Anno: 2013

Disponibile in: Versione carta: Pagine: 550 – € 37,00

Disponibilità immediata

Dietro all'elusione tributaria e dietro al principio del cosiddetto “divieto di abuso del diritto” si staglia, piaccia o non piaccia, la questione della programmazione delle attività economiche.

La domanda che gli imprenditori si pongono quotidianamente è semplice e chiara: “posso perfezionare questo o quel contratto senza che qualcuno contesti l'elusione tributaria o l'abuso del diritto?”. Ed ancora: “dato un certo obbiettivo economico, fino a quale punto mi possono spingere nell'individuazione del percorso negoziale?”. “A partire da quale momento, poi, tale percorso si spoglia della connotazione di liceità per assumere, invece, quella di elusività?”.

Questi interrogativi non sono né scontati né banali. Infatti, chi produce ricchezza attraverso la propria attività (non importa se industriale, commerciale o libero-professionale) ha, oggi più che mai, l'esigenza di conoscere in anticipo le conseguenze che possono derivare dall'effettuazione di questa o di quella operazione. Perciò l'elusione fiscale e la certezza del diritto rappresentano, in qualche modo, due facce della stessa medaglia.

Il libro propone ai lettori una riflessione su questi temi e cerca, alla fine, di rispondere a un ulteriore, fondamentale quesito: di fronte ad una pluralità di possibili percorsi negoziali, l'imprenditore può tranquillamente orientarsi verso il percorso meno impegnativo dal punto di vista tributario?

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Vincita Milionaria Superenalotto

Transfer 090527 22303

Vincita Milionaria Superenalotto

Un lettore:

Se per un colpo di fortuna vinceste 8.000.000 di eur al Superenalotto cosa fareste? ovvero, dove, come e se fareste accreditare il capitale vinto?

 

Edmond_Dantès:

 

Qualunque banca, anche l'ultima Bcc ti incassa il credito e fino a qui nessuno ha nulla da eccepire, un secondo dopo che la somma è disponibile sul mio c/c lo trasferirei su una banca Austriaca e da qui, con calma, in almeno una decina di conti in varie giurisdizioni…
e non terrei assolutamente più nulla in Italia… soprattutto beni immobili…. tutto in affitto o comodato gratuito a te e/o tua moglie, figli, genitori, nonni (dovessero morire si aggiorna il comodato)…

personalmente, visto i trascorsi ed i rapporti che ho da decenni con A.e.E ed i loro sodali Equitaliani…

conferirei il biglietto ad una società panamense… che provvederebbe autonomamente all'incasso, o attraverso una fiduciaria luxsemburghese o elvetica, tanto per non rischiare qualche pignoramento lampo…

una volta fuori dalle grinfie di stì famelici sodomiti, bastardi e puzzolenti, (oggi mi sento gentile ! potevo chiamarli "belve assassine & istigatori al suicidio")….

idem come sopra: differenziare e investire in un bel giardinetto/orto finanziario

un po di zucchine, qualche pomodoro, un cavolo, due peperoni, quattro melanzane, patate (che stanno sempre bene), un po di chili di fagioli (adoro la pasta e fasjoi), frutta a volontà… l'importante è che siano di stagione .
Comprale quando si sa che costano di meno e poi magari quando valgono di più scambiali con qualche uovo, magari una gallina (attenti che non sia vecchia, altrimenti ci fate solo il brodo), se capita un coniglio… meglio se femmina… la fai accoppiare e mangi conigli per un mese….

qualunque mezzadro della bassa friulana/veneto orientale sa benissimo come funziona la finanza internazionale… (basta osservare la carriera dei Benetton, <da commesso a imperatore finanziario> )

fare tutto ben sconto (di nascosto), basta che non se ne accorga "il Paron"…. se no, el reclama la mezzadria, la <decima> "

nulla di strano !!

il primo mezzadro che trovi per strada fatti consigliare…

altro che Caporaso !!

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Il Paradigma della Nuova Finanza – The paradigm of the new Finance (english version)

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Il Paradigma della Nuova Finanza

The paradigm of the new Finance (english version)

 

Hrh Prince Guglielmo Rinaldini                              http://www.guglielmorinaldinifinance.com/

 

1. Una necessaria premessa

Quando nel lontano 1990 mi accingevo ad iniziare questa straordinaria avventura nel mondo della “finanza” non esistevano ancora la crisi delle borse mondiali, la deriva dei “mutui subprime”, l’abuso dei “derivati”.
Già allora tuttavia il termine “finanza” veniva percepito da parte della popolazione mondiale come ostile, ancor più in un paese come l’Italia che per motivazioni tipicamente socio-culturali (la presenza del maggior partito comunista dell’occidente e la vicinanza con il Vaticano) intende a torto il denaro quale “illecito profitto” o “strumento diabolico” e non già come molti paesi di formazione protestante una via per la “prosperità”.

 

2. La percezione della finanza in Italia e nel mondo

Del resto è sufficiente fare un semplice raffronto provando a digitare su Google la parola “finanza” sul motore di ricerca italiano e successivamente provare invece il termine anglosassone “finance” e vedremo: nel primo caso apparire brillanti operazioni della “Guardia di Finanza”, che però con la finanza non ha nulla a che fare se non in negativo, oppure ridicole filastrocche postate da appartenenti ai sedicenti “centri sociali” sulla cui intelligenza e utilità lascio ai lettori giudicare; nel secondo caso invece in UK, in USA e nelle giurisdizioni di lingua anglosassone, ecco apparire le società che operano nel settore dei finanziamenti e del “Credit Enhancement”
…una incredibile e ingiusta sperequazione e disparità di trattamento tra cittadini appartenenti allo stesso mondo.
Del resto nella stessa Italia la classe dirigente a più riprese ha mostrato di non conoscere neppure la precisa allocazione del paradigma finanziario all’interno della società, collocandolo addirittura all’interno della “economia” o quale sinonimo della stessa o peggio della “marxiana” – e quindi non ortodossa marxista anche intesa come interpretazione generale (e ormai aliena e quindi anche marziana…) -categoria della “produzione”.

3. Che cosa veramente è la finanza

La “finanza” è uno specifico totalmente svincolato da “produzione” ed “economia”, uno specifico che al contempo sovraintende ed informa di sé tali categorie inferiori nella gerarchia delle fonti, da tempo affermo questa alterità e superiorità del paradigma finanziario, a tutt’oggi inascoltato.
E del resto occorre dire che l’intero pianeta è tuttora influenzato da forme pensiero del tutto prive di realtà e risalenti ai pensatori dell’800, uno fra tutti quel Karl Marx che essendo ebreo aveva perciò stesso interiorizzato l’idea di accumulazione del denaro, ciò a causa dell’ostracismo al quale erano all’epoca sottoposti gli ebrei in Europa.
Una idea di accumulazione che ha portato a idealizzare e ideologizzare fattispecie del tutto inesistenti quali la categoria di “capitalismo” e cioè di accumulazione del capitale (cosa che a causa delle persecuzioni e delle relative leggi che li limitavano erano costretti a fare gli ebrei), da cui provengono figure del tutto inventate e inesistenti quali il disneyano Uncle Scrooge (in Italia Paperon de’ Paperoni).
Ma nell’unico vero esempio di “libero mercato” rappresentato dagli Stati Uniti d’America noi non assistiamo a processi di accumulazione del capitale, bensì a una dinamica orizzontale e verticale che investe tutte le fasce sociali e generazionali e consente praticamente a chiunque di poter accedere a ruoli importanti con relativo aumento del rischio e a guadagni direttamente proporzionali (cosa che non avviene in Italia dove il maggiore partito comunista, i sindacati e la magistratura del lavoro hanno tenuto il mercato del lavoro bloccato e i salariati, pagati cioè col sale come duemila anni fa e quindi schiavi, come dipendenti a reddito fisso con tutele ma senza la reale possibilità di affrancarsi e poter guadagnare di più.
In queste realtà tipiche della modernità si inserisce la “finanza” quale autonoma forma che presiede e preordina le attività umane di libero scambio.
Tipico della modernità è il processo di finanziarizzazione, processo per il quale interi settori dell’esistenza umana assistono al supporto finanziario costante e pervasivo, fenomeno che vede la finanza come necessario motore delle attività (per esempio ricordiamo come i finanziamenti cambiarono le modalità di acquisto dell’auto per esempio nell’Italia degli anni ‘50 e ‘60, consentendo praticamente a tutti di potersi dotare di una utilitaria) e che ha conosciuto però anche derive come quelle della casa per tutti e dei famosi e famigerati “mutui subprime”.
Ed altra famosa degenerazione è l’abuso dei “derivati” e cioè di titoli che scommettono sul debito in maniera esponenziale, creando catastrofi con ripercussioni planetarie.
In Italia abbiamo assistito a fattispecie relative alle municipalità che accettarono (non potendolo fare essendo i soldi pubblici non assoggettabili a rischio)
tali prodotti “derivati”, allo stesso modo di un debitore che si avvicina al proprio usuraio.
Ma la “finanza” è tutt’altra cosa e nella sua parte alta vede due settori che interamente governano il mondo:
il “Credit Enhancement” che prevede la creazione di società veicolo in giurisdizioni a bassa tassazione e bassa regolamentazione, società che vengono finanziate mediante linee di credito securitizzate sulle quali vengono poi inviate come collaterale “garanzie bancarie” concesse in riassegnazione anno per anno;
il “Private Placement” figlio dei primi Piani Marshall che vede l’operatività di acquisizione di bond bancari (ovvero di emissioni bancarie primarie con expiry date, data di scadenza per l’incasso) in vendita a vista a prezzo notevolmente inferiore al valore facciale.
Si tratta di titoli presenti nelle forme di “garanzie bancarie” e “MTN” (medium term notes) , emissioni che non avendo il rischio del default (rischio tipico delle azioni), garantiscono il “Private Placement” quale unico esempio al mondo di leva finanziaria esclusivamente positiva con capitale garantito ed
elevato rendimento.

4. Conclusioni
Quando anni fa mi ritrovai al Dicastero Finanze del Canton Ticino a parlare con l’allora Ministro delle Finanze On.le Marina Masoni e Le esposi l’opportunità di dotare le municipalità elvetiche e lo stesso stato confederale elvetico di una struttura terza in grado di finanziarlo, struttura basata sul “Private Placement” la sua risposta fu “è una idea bellissima ma purtroppo non ce lo faranno fare”.
Nel 2006 al Festival della Modernità vengo invitato dal professor Armando Verdiglione per parlare di “Nuova Finanza”, termine da me coniato in relazione alla Nuova Fisica nelle cui leggi si rispecchia totalmente.
Nel 2013 dopo aver creato la Guglielmo Rinaldini Finance d.o.o. società finanziaria specializzata nel “Credit Enhancement” ho creato a tale scopo la società di investimenti Guglielmo Rinaldini Investicije d.o.o. specializzata in “Private Placement” e in accordo con il maggiore banchiere sloveno France Arhar e in accordo con il capo del Fondo Monetario Internazionale la signora Christine Lagarde intendo dotare privati e istituzioni di tale strumento di investimento ad alto rendimento e capitale garantito.

 

Hrh Prince Guglielmo Rinaldini
Guglielmo Rinaldini Finance d.o.o. – Director
Guglielmo Rinaldini Investicije d.o.o. – Director

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The paradigm of the new Finance

 

Interview with Hrh Guglielmo Rinaldini

Moreover, in Italy itself the ruling class has on several occasions shown did not know even the precise allocation of financial paradigm within the company, placing it even within the "economy" or as a synonym of the same or worse than the ": Marxian"-and therefore not Marxist Orthodox also intended as general interpretation (and alien and now Mars …)-category of "production".
What really is Finance?
The "Finance" is a totally separate from "production" and "Economics", one that at the same time supervises and informs him these lower categories in the hierarchy of sources, from the time I say this otherness and superiority of financial paradigm so far unheard.And it must be said that the entire planet is still influenced by thought forms without reality and from the 800 's thinkers, one among all that Karl Marx that being Jewish had therefore same internalized the idea of accumulation of money, because of the ostracism to which were now treated the Jews in Europe. an idea of accumulation which led to idealize and ideology of this case completely nonexistent which the category of "capitalism" and that accumulation of capital (thing because of persecution and its laws restricting them were forced to make the Jews), from which originate entirely invented and figures exist such as Uncle Scrooge.
Only Disney material true example of "free market" represented by the United States of America we're seeing not processes of accumulation of capital, but to a horizontal and vertical dynamics that invests all social and generational groups and allows virtually anyone to have access to important roles with its increased risk and earnings directly proportional (something that doesn't happen in Italy where the largest Communist Party, trade unions and the Labour Court held the labor market stuck and paid employees, i.e. with salt as two thousand years ago and therefore slaves, as fixed-income employees with safeguards but without a real chance to break free and be able to earn more money.
In these typical reality of modernity is part of the "Finance" which province presiding and pre-order form human activity of free trade.?
Typical of modernity is the process of financialization, process by which entire sectors of human existence assist financial support constant and pervasive, phenomenon that sees finance motor activities as required (e.g. recall how funding changed how purchasing car for example in Italy of the years ' 50 and ' 60, allowing almost anyone to be able to equip a compact car) and has also known as drifts of housing for all and the famous and notorious "subprime".
And other famous degeneration is the abuse of "derivatives" of securities that bet on debt exponentially, creating catastrophes with planetary repercussions.
In Italy we have seen this case relevant to municipalities who accepted (unable to make being public money not subject to risk) such products "derived", similarly to a debtor who comes close to his loan shark.But the "Finance" is a completely different thing and in its upper part sees two areas entirely rule the world, the "Credit Enhancement" that provides for the creation of special purpose vehicle in jurisdictions with low taxation and low regulation, companies that are financed by credit lines securitizzate which are then posted as collateral "bank guarantees" granted in year-by-year reallocation, the "Private Placement" son of Marshall closeups that sees the acquisition of bank bonds (i.e. primary banking issues with expiry date, expiry date for the collection) for sale in vista to significantly lower price at face value.These titles are in the form of "bank guarantees" and "MTN" (medium term notes), not having the risk of default (typical actions risk), guarantee the "Private Placement" as the only example in the world of exclusively positive leverage with guaranteed capital and high efficiency.
Conclusions?
When years ago I found myself at the Finance Department of Canton Ticino to speak with then Finance Minister Hon Marina Masoni and adjacent areas the opportunity to equip Swiss municipalities and the Confederal State of a third country able to finance it, structure based on the "Private Placement" his answer was "it's a wonderful idea but unfortunately will not do".
In 2006 the Festival della Modernità come invited by professor Armando Valiyattil to talk about "New Finance", a term I coined in relation to new physics in which laws are fully reflected.In 2013 after creating the Guglielmo Rinaldini Finance financial company d.o.o specializes in "Credit Enhancement". I created to this end the investment firm Guglielmo Rinaldini d.o.o Investicije. specializing in "Private Placement" and in accordance with the greatest Slovenian banker France Arhar and in agreement with the head of the International Monetary Fund, Mrs. Christine Lagarde mean equipping individuals and institutions of this instrument of high-yield and investment capital guaranteed.

Hrh Prince Guglielmo Rinaldini
Guglielmo Rinaldini Finance d.o.o. – Director
Guglielmo Rinaldini Investicije d.o.o. – Director

 

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No elusione fiscale se si sceglie lo Stato con fisco più favorevole per import

CASSAZIONE: IL 'VAFFA' NON E' PIU' UN INSULTO

No elusione fiscale se si sceglie lo Stato con fisco più favorevole per import

Avv. Emunctae Naris

(pseudonimo)   [A medico, confessore e avvocato / niente bisogna tenere celato].

 

Sentenza Cassazione penale 3 aprile 2013 n. 15186. Pronunciandosi su un'interessante vicenda in cui ad un imprenditore era stato contestato il reato di evasione dell'IVA all'importazione per avere immesso in consumo in Italia un velivolo di produzione statunitense sottraendolo al pagamento dell'Iva, la Corte di Cassazione, creando di fatto un contrasto giurisprudenziale sull'argomento, ha affermato il principio che non è configurabile una sorta di, penalmente illecita, simulazione complessiva nel caso in cui il bene, costruito in un paese extra-UE faccia ingresso in un paese UE (nella specie, la Danimarca) che gode di un regime fiscale più favorevole, non essendo applicabile la fattispecie penale dell'omesso pagamento dell'lva all'importazione. Ma, sul punto, si profila un insanabile contrasto giurisprudenziale.
Prima di soffermarci sulla pronuncia resa dalla Suprema Corte, è opportuno ricordare che negli ultimi anni è acceso il dibattito sull’equiparazione dell’Iva all’importazione a un diritto di confine e sul connesso rapporto tra il reato di contrabbando e quello di omesso versamento dell’Iva all’importazione a seguito del mancato pagamento di tale tributo sugli acquisti di merci extracomunitarie. La tematica è stata recentemente affrontata dalla Cassazione penale, la quale ha prospettato soluzioni tra loro differenti. L’art. 292, d.p.r. 23 gennaio 1973, n. 43 (di seguito “Tuld”), che contiene la definizione di contrabbando doganale, punisce chiunque sottragga la merce al pagamento dei diritti di confine dovuti. L’art. 70, d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633 (di seguito “Decreto Iva”) sanziona, invece, chi evade l’imposta sul valore aggiunto nelle operazioni di importazione di merce proveniente da Paesi extracomunitari, attraverso un richiamo alla normativa in tema di contrabbando, in quanto il legislatore ha previsto che “si applicano, per quanto concerne le controversie e le sanzioni le disposizioni delle leggi doganali relative ai diritti di confine”. Il legislatore ha individuato i “diritti doganali” in tutti quei diritti che la dogana è tenuta a riscuotere in forza di una legge, in relazione alle operazioni doganali (art. 34, comma primo, Tuld). Il comma secondo di tale disposizione legislativa specifica poi che sono diritti di confine tutte le imposte di consumo a favore dello Stato. Sul punto, un orientamento giurisprudenziale ormai superato ha sostenuto la natura di “diritto di confine” dell’Iva, in quanto imposta sul consumo. Proprio il meccanismo applicativo dell’Iva, congegnato in modo tale da far gravare l’imposta sul consumatore finale del bene, porterebbe a considerare l’Iva tra le imposte di consumo a favore dello Stato e, pertanto, tra i diritti di confine. Se si considera l’Iva un diritto di confine, nel caso di omesso versamento di tale tributo all’atto dell’importazione, si realizza il solo delitto di contrabbando e non anche quello di evasione dell’Iva, di cui all’art. 70 Decreto Iva. La più recente giurisprudenza ha riconosciuto all’Iva la natura di unico tributo, la cui riscossione viene demandata ad Agenzie fiscali diverse (Agenzia delle dogane, Agenzia delle entrate), per mere ragioni di economia di gestione, giacché l’Iva all’importazione viene riscossa unitamente ai diritti di confine, mentre l’Iva nazionale è autoliquidata dal contribuente e concorre alla formazione del volume d’affari. A riscontro del carattere unitario dell’Iva, sotto il profilo normativo, occorre rilevare che la quota di Iva versata all’Erario comunitario tiene conto sia dell’Iva riscossa all’importazione che dell’imposta sulle operazioni interne (art. 311, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ex art. 269 Trattato CE). Tutto ciò è confermato anche dall’art. art. 70, Decreto Iva, rubricato “applicazione dell’imposta” che, come già anticipato, stabilisce “l’imposta relativa alle importazioni è accertata, liquidata e riscossa per ciascuna operazione. Si applicano, per quanto concerne le controversie e le sanzioni, le disposizioni delle leggi doganali relative ai diritti di confine”.Tanto premesso, la sentenza si occupa di un caso in cui il tribunale del riesame, adito dall’interessato, aveva confermato il decreto con cui il GIP aveva disposto il sequestro preventivo di un velivolo di proprietà dell’indagato, cui era stato contestato il reato di cui agli articoli 110 c.p., 292 d.p.r. 43/1973 in relazione all'articolo 70 d.p.r. 633/1972, per avere immesso in consumo in Italia tale velivolo, di produzione statunitense, sottraendolo al pagamento dell'Iva all'importazione. Il proprietario dell’aereo, quindi, aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo, per quanto di interesse in questa sede, che il reato in esame non sarebbe configurabile, non trattandosi di importazione, bensì di cessione intracomunitaria, essendo stato importato l'aereo in Danimarca. Il Tribunale del riesame, cioè, avrebbe erroneamente giudicato sussistente una "diretta importazione del bene in Italia dagli Stati Uniti", avvalendosi della categoria dell'abuso del diritto, laddove l'elusione nel settore penale confligge con i principi di legalità e di tipicità.La giurisprudenza di legittimità, secondo il proprietario dell’aereo sequestrato, avrebbe riconosciuto che scegliere lo Stato nel quale introdurre nella Comunità europea perché in esso si gode di regime fiscale più favorevole costituisce esercizio del diritto di libera circolazione delle merci. A tal proposito veniva richiamata anche la giurisprudenza comunitaria, concludendo per l'assenza comunque della supposta elusione fiscale, poiché l'Iva all'importazione deve essere versata anche nella cessione intracomunitaria. Le sanzioni penali compromettenti la libera circolazione delle merci all'interno della comunità in caso di infrazione dell'Iva, poi, in quanto ritenute di tutela eccessiva dei prodotti nazionali dalla giurisprudenza comunitaria, dovrebbero essere disapplicate dal giudice interno. La Cassazione ha dato ragione all’indagato, annullando l’ordinanza per insussistenza del reato. In particolare, la Cassazione, entrando in rotta di collisione con se stessa (v., in senso contrario, con riferimento ad analoga fattispecie, appena due settimane prima: Cass. pen., sez. III, sentenza 13 marzo 2014, n. 11976), ha chiarito che non sussistono norme che predeterminano che lo Stato in cui viene importato il bene deve coincidere con quello in cui risiede il soggetto che ne acquisisce poi la reale disponibilità, donde la fattispecie non ha riscontro in una specifica normativa antielusiva, e pertanto, a fortiori, non può avere rilievo penale. Ciò in quanto, sottolineano i Supremi Giudici, la scelta di uno Stato attraverso il quale introdurre il bene nella Comunità europea, anche se è derivata esclusivamente dal fatto che in tale Stato il regime fiscale è più favorevole, non costituisce abuso ma esercizio del diritto di libera circolazione delle merci di cui all'articolo 23 Trattato CE e dei capitali di cui all'articolo 56 Trattato CE. Dunque, niente reato e, soprattutto, niente sequestro.

 

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Grande giustizia Italiana

Grande giustizia Italiana

 

legge-1

Dal nostro amico  Luigi Boschin

Prima ti emettono un mandato di cattura internazionale, perché sei “socialmente pericoloso ed esiste il pericolo di fuga”, se vuoi venire in Italia a chiarire la tua posizione non c’è alternativa all’arresto, quindi ti costringono a un patteggiamento se vuoi continuare a viaggiare in giro per il mondo dove fai onesta imprenditoria.
Così mi consigliarono di fare  i miei legali in quanto ben mi guardai di venire nel ” Bel Paese”.
Purtroppo non ero l’autore di stupri di gruppo, caso in cui il carcere non  è obbligatorio, ma un “crimine” ben più grave: avevo utilizzato delle società degli Stati Uniti per fare delle operazioni immobiliari in Italia.
LEGGI
Poi,  dopo  sei anni e DUE gradi di giudizio si scopre che non avevi neanche evaso il fisco, si perché in Italia lo stato si appella anche quando sei assolto in primo grado:
Dal “Messaggero Veneto” del 26/07/2013 

commissione tributaria
Il difensore di Boschin: non ci fu evasione
Era finito nel mirino della Procura di Udine per concorso in una presunta omessa dichiarazione di Iva, Irpeg e Irap della International industrial holdings per oltre 500 mila euro. Ma poi la Commissione tributaria aveva annullato il relativo verbale di accertamento e cassato così ogni addebito. Neppure l’impugnazione della sentenza da parte degli Uffici finanziari è bastata a rimettere in discussione il caso: il secondo grado ha confermato il verdetto dei colleghi udinesi e chiuso una volta per tutte la vicenda che aveva coinvolto, tra gli altri, l’imprenditore friulano Luigi Boschin. Altrettanto dicasi per sua moglie Marina Giuriola, che in passato era finita a sua volta sotto indagine per l’ipotesi di reato di appropriazione indebita e che dal procedimento era uscita già in udienza preliminare con un «non luogo a procedere» sollecitato dallo stesso pm. Maturate sulla scorta dell’inchiesta padovana sul crac Finmek, le indagini di Udine su una serie di frodi fiscali avevano portato al processo che, nel 2009, aveva visto Boschin patteggiare una pena di 8 mesi (estinta per indulto) e che, un mese fa, si è concluso anche per gli ultimi tre imputati Alessandro Pravisani, difeso dagli avvocati Rigo e Conti, Giorgio Piovesan, con l’avvocato Genovese, e Bruno Bonelli, assistito dagli avvocati Marino e Sampietro.
26 luglio 2013

< N.d.R. Per chi intenda approfondire i risvolti della vicenda suggeriamo:>

Luigi Boschin blog – Per un' Italia migliore  giugno 23, 2011

” Maxi evasione fiscale “come è andata a finire

Chi fosse incuriosito da alcuni articoli del Messaggero Veneto che ancora circolano in rete dovrebbe sapere che le accuse di ” Maxi Evasione fiscale ” bancarotta, truffa ai danni dello stato, associazione a delinquere finalizzata alla evasione fiscale, riciclaggio, si sono, come spesso accade nella tradizione italiana, delle accuse montate dalla Guardia di Finanza, BEN RIDIMENSIONATE.
Il riciclaggio non sussisteva, leggi lettera dell’ufficio delle entrate di Verona specializzato in materia.
Il fallimento e la relativa accusa di bancarotta,  di Olifin S.p.a. ,  per ben 2500 Euro  sono stati revocati dal tribunale di Trieste, non vi erano nemmeno crediti portati in esecuzione !
La ” casa Hollywoodiana ” a me ” riconducibile ” é stata dissequestrata con parere favorevole del PM.
La “Maxi evasione IVA” su operazioni immobiliari è stata annullata in commissione tributaria. I giudici hanno deciso che gli Stati Uniti d’America, non sono un paradiso fiscale dove si creano ” società insistenti off shore fatte su internet ” ma uno stato con una sua ben precisa fiscalità soggetta a un trattato Italia – USA.
Le accuse di ” associazione a delinquere finalizzate alla evasione fiscale ” sono state ritirate dalla stessa procura.
Si, ho patteggiato ben otto mesi coperti da indulto, per non avere presentato in italia una dichiarazione dei redditi anno 2006: non ero e non sono cittadino italiano, ne tantomeno residente, ma loro vorrebbero i tuoi redditi ” globali “, incrociando dei bonifici ” a te riconducibili ” anche se fatti da persone giuridiche.
Poiché ho cose più interessanti nella vita da fare nel resto del mondo, che correre dietro a fantasmi fiscali in Italia, così ho deciso di fare.
Chi mi conosce bene, amici, professionisti e persone e organizzazioni con cui ho lavorato una vita mi dicono una sola cosa: Luigi sappiamo che sei un buon padre di famiglia e una persona onesta, e questo é il giudizio che mi interessa, non quello della GDF.
Colgo anche l’occasione per chiarire che dal 21/06/2006 sono trascorsi cinque anni da quando ho subito gli accertamenti iniziali e che non avendo ricevuto nei cinque anni di legge previsti, delle eventuali notifiche amministrative nei termini previsti dalla legge, considero la materia DEFINITIVAMENTE chiusa ed eventualmente prescritta.

< N.d.R. Per chi intenda approfondire i risvolti della vicenda suggeriamo:>

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2007/07/27/news/maxi-evasione-fiscale-cinque-arresti-1.26441

 

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Le porte chiuse in Canada


Dai nostri amici di italiansinfuga.com

http://www.italiansinfuga.com/2014/04/15/le-porte-chiuse-in-canada/?awt_l=L_yow&awt_m=IpIXftcPq9H3bG

 

Articolo di Samuele Bariani.

Ciao a tutti italiansinfuga!

Lo scorso settembre ho deciso di lasciare l’Italia anche io in parte coinvolto in quel pessimismo esistenziale che ci caratterizza negli ultimi anni.

Porte chiuse, curriculum buttati nelle email di redazioni di giornali che non leggeranno mai, lavori sottopagati o perfino “gratis” con quella formula meravigliosa del “ti diamo tanta visibilità però!”.

Quindi parto, decido di cambiare. Scelgo il Canada, Toronto!

Con un unico grande vantaggio che gli studi di filosofia mi hanno insegnato: diffidare e mettere in discussione tutto, anche la parola cambiamento.

A cambiare – infatti – siamo sempre noi.

E’ una nostra responsabilità.

Nel senso che si può cambiare paese, clima, cibo ma quelle novità prima o poi diventano abitudine e qualche mese più tardi routine e se non si cambia internamente ci si ritrova sempre soli a fare i conti con ciò che siamo.

E se siamo persone insoddisfatte daremo la colpa al cosmo, cominceremo a criticare e guardare il paese straniero con quella espressione del “chi me lo ha fatto fare, W l’Italia”.

Il problema è che torneremo indietro e ancora insoddisfatti.

Il Canada infatti si è dimostrato proprio così.

Un paese diverso, attraente e amichevole ma anche pieno di difficoltà e di porte chiuse che ti spingono di nuovo a guardarti dentro.

E stavolta sei solo, lontano da famiglie e affetti.

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Anche le porte chiuse in Canada ovviamente sono diverse come tipologia da quelle Italiane.

Da noi il lavoro non c’è, qui si ma il mio visto è stata una spada di Damocle.

Il mio non era il working holiday visa di 6 mesi (molto inutile secondo me nella maggior parte dei casi se non si conosce l’inglese) ma un visto di studio/lavoro tramite una scuola internazionale di inglese.

Ho studiato 4 mesi e i restanti 4 lavorato legalmente.

A fine novembre è cominciato il periodo più brutto della mia avventura.

Ho cercato invano un lavoro nei Media italiani presenti a Toronto (esiste infatti una grande comunità italiana qui che legge giornali, ascolta radio e TV in italiano) ma ho trovato gli stessi problemi economici e comportamentali tipici dell’Italia.

Ho cominciato così a distribuire i miei CV, in vista di gennaio, ovunque… ma incredibilmente non riuscivo a trovare lavoro!

Qui in Canada, la terra delle mille opportunità!

Ho pensato di essere uno sfigato cosmico: ho stampato e distribuito CV a mano in ogni locale, ristorante e pub che vedevo camminando ore a volte con temperature intorno ai -20. Mi stavo scoraggiando.

Avendo un passato da venditore, ho provato anche a candidarmi online e sostenere qualche colloquio in varie ditte.

Ma nonostante avessi un discreto inglese il mio problema era il visto: quale datore di lavoro investe su di te e non su un canadese se ti presenti con un visto valido pochissimi mesi? Pochi forse.

Nella mia esperienza nessuno.

Sono riuscito alla fine a strappare il classico posto da cameriere in un ristorante italiano.

Mance ottime, paga ottima ma possibilità di restare pari a zero e in più nessun arricchimento professionale.

Già perché io, nella mia testa ho sempre voluto scrivere e lavorare per una redazione.

Ma cosa fare se tutto intorno si chiude? se la realtà torna velocemente grigia come quella italiana?

Ed è qui, nel momento più difficile, che è iniziata la parte più bella della mia avventura canadese: mi sono ricordato della mia passione, della mia capacità e dei miei sogni.

E se il lavoro non arriva a volte te lo devi creare.

“Sono un freelance” mi sono detto! benissimo, perché non realizzare qualcosa qui in Canada con la prospettiva di un italiano?

Ecco che i contatti maturati nei mesi in cui cercavo lavoro come un disperato, i rifiuti e le porte chiuse sono diventate un’ottima risorsa per fare un piccolo fundraising che mi permetterà di viaggiare a Fort McMurray in Alberta, 4000km da Toronto in piena foresta boreale e realizzare così un reportage sulle estrazioni petrolifere dalle sabbie bituminose.

Intervisterò veri nativi americani, parlerò con politici ed esperti sul territorio e forse riuscirò ad entrare in una compagnia petrolifera.

Racconterò tutto in italiano e se tutto va bene dovrei pubblicare su un noto magazine in Italia.

Cosa succederà dopo? Non lo so e a pensarci ho anche un po’ paura.

Ma invece che farlo diventare un problema e fossilizzarmi sull’angoscia voglio continuare a pensare e credere che l’ennesimo imprevisto possa diventare l’ennesima opportunità a cambiare.

Ovviamente me stesso.

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Omaggio a Milton Friedman: no comments

è stato un economista statunitense, esponente principale della scuola di Chicago. Il suo pensiero ed i suoi studi hanno influenzato molte teorie economiche, soprattutto in campo monetario.

Data di nascita: 31 luglio 1912, Brooklyn, New York, Stati Uniti d’America

Data di morte: 16 novembre 2006, San Francisco, California, Stati Uniti d’America

Libri: Capitalismo e libertà, Metodo, consumo e moneta
http://www.tnrelaciones.com/informacion/wp-content/uploads/2013/12/politica8.jpg
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Economia: gli uomini più ricchi d’Italia nel 2014 secondo Forbes

Tra i più ricchi in Italia spicca Mr. Nutella con un patrimonio di 26 miliardi di euro.

La rivista americana Forbes ha stilato una classifica sugli uomini più ricchi del mondo, tra cui compaiono anche diversi italiani tra i primi 150 posti. Il calcolo del patrimonio si basa principalmente sul valore delle azioni possedute dai ricchi magniati oltre che alle loro altre proprietà immobilari. Il dato allarmante che esce da questa indagine è la crescita della disuguaglianza nel nostro Paese; mentre il cittadino medio arranca nella crisi e fatica ad arrivare alla fine del mese il patrimonio dei 10 paperoni cresce a vista d'occhio. Nel corso dell'ultimo anno il patrimonio dei 10 uomini più ricchi d'Italia è salito di ben 8 miliardi di euro (18% in termini percentuali).

Economia: i 10 più ricchi d'Italia nel 2014

  • 1 Michele Ferrero: proprietario con i fratelli dell'omonima azienda specializzata nel settore alimentare e proprietaria del marchio Nutella. Il suo patrimonio si attesta a 26 miliardi di euro, che lo rendono il 22° uomo più ricco del mondo.

  • 2 Leonardo Del Vecchio: proprietario di Luxottica, azienda leader nella produzione di occhiali. Il suo patrimonio ammonta a 19.2 milioni di euro.

  • 3 Miuccia Prada: proprietaria dell'omonima casa di alta moda. Il suo patrimonio si attesta a 11 miliardi di euro.

  • 4 Stefano Pessina: di Alliance Boots farmaceutica; il suo patrimonio è di 10,5 miliardi di euro.

  • 5 Giorgio Armani: proprietario e fondatore dell'omonima casa di moda, è forse lo stilista italiano più conosciuto al mondo. Il suo patrimonio ammonta a 9.9 miliardi di euro.

  • 6 Silvio Berlusconi: proprietario di Mediaset, Mondadori ed ex Presidente del Consiglio. Il suo patrimonio dichiarato risulta essere di 9 miliardi di euro.

  • 7 Augusto Perfetti: gruppo Perfetti specializzato nel settore dolciario, con 7,2 mld di euro.

  • 8 Paolo Rocca: Tubi Tanaris con 6,3 miliardi di euro.

  • 9 Patrizia Bertelli: azionista del gruppo Prada. Il suo patrimonio si attesta a 6 miliardi di euro.

  • 10 Rosa Anna Magno Garavoglia proprietaria della Campari chiude la classifica con 3,5 miliardi di euro.

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