passaporto

Cittadinanza e passaporto.

.La Treccani fornisce la seguente definizione di cittadinanza:

Condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che tale relazione comporta; tra i primi, vanno annoverati in particolare i diritti politici, ovvero il diritto di voto e la possibilità di ricoprire pubblici uffici; tra i secondi, il dovere di fedeltà e l’obbligo di difendere lo Stato, nei limiti e modi stabiliti dalla legge.

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> Nomad Bill 08.01.2016

Se sei cittadino dello Stato italiano hai tutti i diritti ed i doveri che la Costituzione e le leggi italiane riconoscono ed impongono.

Per i Nomadi Fiscali uno dei diritti più importanti che la cittadinanza di uno Stato può offrire è quello di ottenere il passaporto. Con questo documento, spesso sottovalutato, puoi viaggiare all’estero e visitare i Paesi al di fuori della Unione Europea.

 La Costituzione Italiana recita all’art. 16, comma 2:

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.  

poi ribadisce all’art.35, comma 4:

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Quindi il rilascio del passaporto non riveste carattere di concessione né è un atto discrezionale della pubblica amministrazione ma è, al massimo, da intendersi come autorizzazione. Il rilascio, tuttavia, può essere precluso in casi particolari.

Ma perché cittadinanza e passaporto sono così importanti?

Per i Nomadi Fiscali è fondamentale sviluppare una strategia di internazionalizzazione della vita privata e professionale applicando la teoria delle bandiere, quindi è necessario avere la possibilità di viaggiare, cambiare Stato di residenza, aprire una attività, avere un conto corrente o acquistare un immobile distribuendo “bandiere” in un certo numero di Paesi differenti. Documento indispensabile per potersi muovere liberamente al di fuori della Unione Europea è appunto il passaporto.

Non tutti i passaporti sono uguali.  

In base ad accordi bilaterali tra Stati, il passaporto offre al cittadino di uno Stato la possibilità di visitarne un’altro senza dover chiedere preventivamente il visto di accesso.

Ad esempio, sei hai il passaporto italiano, con gli accordi esistenti nel 2015, puoi entrare in 171 Stati esteri senza dover chiedere il visto di entrata.

Questo ti consente di visitare uno di quei 171 Stati senza dover informare le autorità prima del viaggio. Arrivato alla frontiera, se tutti i documenti sono in regola, potrai entrare liberamente nel Paese che vuoi visitare. Ovviamente il timbro sul passaporto rimarrà a futura memoria ma, in alcuni casi, può risultare conveniente non essere costretti a dare notizia preventiva dei propri spostamenti.

L’ Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo (IATA) compila annualmente una classifica dei passaporti in base al numero dei Paesi in cui si può entrare senza il visto. Per il 2015 il passaporto tricolore si piazza in terza posizione con 171 Stati.

Nelle prime 3 posizioni troviamo:

  1. Con 173 Stati visitabili senza il visto, Germania e Gran Bretagna.
  2. Con 172, Finlandia, Svezia e USA.
  3. Con 171, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Giappone, Italia, Lussemburgo, Olanda e Norvegia.

Nelle ultime 3 posizioni invece:

Somalia(30), Iraq (29) e Afganistan (25).

E’ evidente che i passaporti non sono tutti uguali e non tutti i cittadini hanno la medesima possibilità di movimento. Su questo fronte, come italiani, siamo fortunati. Conoscere la differenza di “qualità” tra i passaporti sarà fondamentale se deciderai di ottenere una seconda cittadinanza. 

Perché devi correre a fare il passaporto?

Da quando non è più obbligatorio per viaggiare in Unione Europea, il numero di possessori di passaporto in Italia è diminuito sensibilmente. Richiederlo costa intorno ai 100 euro e ti costringe a fare code per preparare le solite scartoffie. Quindi è molto comune per un italiano, già oberato da tante altre inutili pratiche burocratiche, fare richiesta del passaporto solo quando lo ritiene indispensabile, salvo a volte scoprire che ormai è troppo tardi.

Sai, ad esempio, che se sei genitore di un figlio minorenne per richiedere o rinnovare il passaporto devi avere il consenso del coniuge?

Sai che, in caso di divorzio o separazione, hai bisogno del consenso del giudice tutelare?

Ti auguro di non avere mai problemi coniugali ma, con l’attuale tasso di separazione al 50% nei primi 5 anni di matrimonio, le chances che il diritto di viaggiare liberamente dopo il “si, lo voglio” possa ridursi drasticamente sono di una su due.

Altro esempio, sai che se hai pendenze con il fisco ti può essere negato il passaporto?

L’art. 3 della legge 1185/67 prescrive:

Non possono ottenere il passaporto coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà’ personale o soddisfare una multa o ammenda.

Basta un problemino con Equitalia per dire addio alla crociera ai Caraibi. 

Se non lo hai già fatto, corri a fare il passaporto.

 

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