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dal momento che la domanda si ripropone ciclicamente sempre uguale, e dato che ci sono state delle variazioni giurisprudenziali a febbraio ca. >>


Norme e Tributi Fisco

Tra divieti e scudo fiscale, manuale semi-serio per portare (legalmente) valuta in Svizzera

di Enrico Bronzo13 febbraio 2013

La vicenda del commercialista fermato questa mattina dalla Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, proveniente dalla Svizzera fa sorridere pensando al professionista (mica tanto…), che aveva nelle mutande rotoli di banconote da 500 euro. Lui è stato scoperto e ora dei 160mila euro che trasportava ne lascerà allo Stato italiano almeno 45mila, se non addirittura 75mila. Come sono disciplinati in casi simili i rapporti con il cliente? Il rischio è solo di quest’ultimo? Pagheranno fifty-fifty? Quello di questa mattina senz’altro dovrà informarsi con i colleghi “spalloni” – il termine usato per definire i contrabbandieri dediti ad esportare merci oltre frontiera – per trovare posti più sicuri dove nascondere il denaro.
Al termine di una chiacchierata con il tenente colonnello Alessandro Lucchini, comandante del gruppo della Gdf di Ponte Chiasso, vogliamo usare tutte le informazioni raccolte per redigere una sorta di spiritoso – ma realistico – decalogo per portare valuta in Svizzera.

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1) Prima cosa da sapere è che sull’esportazione di valuta all’estero non si paga niente. Ecco il modello da compilare, in un’operazione da un paio di minuti. Le dichiarazioni sull’export di valuta finiscono in un data base a cui accedono il ministero dell’Economia e la Banca d’Italia.
2) Già che ci siamo ecco le regole per espatriare con ogni tipo di merce. Con l’ufficiale della Gdf, parlando di Svizzera, abbiamo individuato negli orologi i prodotti dove i pendolari del guadagno facile cercano di farla franca. Non con l’intensità che si registra a Livigno – enclave fiscale in territorio italiano – ma comunque con un discreto numero di persone che vengono in Italia con l’orologio al polso e si fanno spedire la garanzia a casa. Oppure la fanno rientrare in Italia con un’altra macchina o in altra data. Ma attenzione – spiega il tenente colonnello – al cosiddetto consumato in frode, inerente ai beni immessi illegalmente in consumo nel territorio dello Stato nei casi in cui il sequestro in flagranza di reato non sia stato possibile. Per questo, eventuali garanzie orfane del prodotto possono portare a provvedimenti spiacevoli per chi li subisce.
3) Abbiamo detto che si può portare all’estero quanto denaro in contante si vuole. Fino a 9.999,99 euro si può farlo senza dover dichiarare nulla. Certo è, come nel caso di questa mattina, che se la Finanza ti trova con 9mila euro si insospettisce, perché capisce che la persona conosce la norma. Meglio quindi – valutazione del tutto personale e senza volere istigare nessuno all’irregolarità – dichiarare massimo 2-3mila euro e nascondere il resto.
4) Sfatiamo ora un luogo comune. I fermi non si registrano dall’Italia verso la Svizzera ma in maniera equivalente da e per l’Italia, «di norma 50-50» dice il tenente colonnello. Perché chi porta all’estero illegalmente il denaro ha poi necessità di riportarlo – sempre in contanti (il bonifico è tracciabile) – per spenderlo in Italia.

5) Altro dato è sul numero di quanti vengono fermati a Ponte Chiasso. Sono mille all’anno, quindi 3 al giorno, non pochi.
6) Fenomeno divenuto diffuso è la polverizzazione del transito di valuta. Mentre per le norme anti-riciclaggio – trascrivo quanto detto dall’ufficiale – le norme sono contenute nel decreto legislativo 231/2007 e modifiche, se io acquisto in contanti un bene supponiamo del valore di 4.500 euro con 5 passaggi di denaro in contanti da 900 euro commetto un’operazione illegale sanzionabile. Ma se io transito al confine anche 5 volte al giorno con 9.999 euro nessuno mi può dire niente perché questo consentono le norme sul riciclaggio e il traffico valutario internazionale per il finanziamento del terrorismo. «Questo fenomeno è in aumento – dice l’ufficiale – con persone provenienti frequentemente anche da Verona (targa quindi da evitare) – esportando potenzialmente quindi anche 300mila euro al mese». Se dovessero applicare le norme anti-riciclaggio al trasferimento di valuta all’estero ovviamente ve lo faremo sapere, poi penseremo alla contro mossa.
7) Le rotte per la Svizzera. Il confine sull’autostrada A9 è l’unico autostradale tra Italia e Svizzera e il più sfruttato dagli spalloni della valuta. Il comando di Ponte Chiasso controlla altri cinque posti di confine, tra stradali e ferroviari. Ce ne sono molti altri in altre province lombarde e in altre regioni del Nord. Per operazioni spot meglio evitare l’autostrada dove usano anche cani anti valuta.
8) Quando operare? Meglio farlo nel fine settimana e nei giorni festivi quando banche e uffici sono chiusi.
9) Le sanzioni. Con il governo Monti le sanzioni si sono inasprite. Se per sbadataggine vado in giro con un mucchio di soldi e non conosco la norma la sveglia me la darà una bella multa. Passassi con 20mila euro pagherei 500 euro, cioè il 5% dell’eccedenza di 10mila, che non sono poi cosi pochi. Si sale al 15% per eccedenze fino a 40mila euro e dal 30 al 50% oltre. A decidere la percentuale è il ministero dell’Economia e delle Finanze che, sentite un paio di commissione, commina la pena in base alla legge 689/81. Chi tiene i soldi nelle mutande a naso prende il 45% di sanzione se non ha collaborato con le forze dell’ordine, ha mentito, ha negato, ha opposto resistenza eccetera eccetera. Dalla seconda volta potrebbe scattare il 50% fisso dell’eccedenza. Che corrisponde alla cifra esatta che la Finanza trattiene per evitare di inseguire in giro per il mondo chi commette l’infrazione.
10) Se io porto in Svizzera una montagna di soldi compatibili con il mio profilo reddituale – per esempio ho 100mila euro di risparmi e voglio dare in contanti l’acconto per l’acquisto una casa in Svizzera – il Fisco non perderà tempo con me. Se invece passo con 15mila euro e da tre anni non presento la dichiarazione dei redditi non dormirei sonni tranquilli. La Finanza ha il potere di perquisire veicolo e bagagli. In caso di sospetti può passare alla perquisizione così come previsto dal Codice di procedura penale.
Varie. Al confine con l’Austria passano invece i corrieri della droga perché non ci sono frontiere doganali, presenti tra Italia e Svizzera. Ricordiamo che invece vige tra i due Paesi l’accordo di Schengen a cui la repubblica elvetica ha aderito.

vi basta ??

se non vi basta: >>>

http://www.ipsoa.it/stretta_sulle_sa…72166_art.aspx

Stretta sulle sanzioni per i capitali esportati illegalmente all’estero

di Salvatore Mattia, Antonio De Luca

 

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